Author Archives: Gerardo Tartaglia

Cresce l’interesse per il temporary work fra i lavoratori italiani

Fra i lavoratori italiani aumenta l’interesse per il lavoro temporaneo. Nel lavoro temporaneo il rapporto di lavoro è definito a tempo determinato, ovvero prevede che il rapporto abbia un termine e una durata prestabilita. In Italia questo tipo di somministrazione del lavoro viene denominata lavoro interinale, ed è stata introdotta nel 1997 dal cosiddetto Pacchetto Treu (legge 196/1997).

Se alla sua introduzione il lavoro temporaneo è stato l’emblema della flessibilizzazione, portando benefici soprattutto alle imprese, in un mercato del lavoro in continuo mutamento anche i lavoratori oggi sembrano apprezzare le opportunità che comporta. Tanto che il 68% dei lavoratori italiani considera il lavoro ad interim un’opportunità.

L’indice di fiducia nei confronti del mercato del lavoro

Il dato emerge dal Job Confidence Index di PageGroup, la società mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel. Lo studio analizza l’indice di fiducia dei lavoratori nei confronti del mercato del lavoro, ed è stato condotto in Italia tramite la somministrazione di 660 questionari ai candidati in cerca di opportunità professionali. E i risultati dello studio mostrano come la soddisfazione per il temporay work sia in crescita, sia fra i manager sia fra coloro che non ricoprono un incarico manageriale.

Per il 47% degli under 30 è un mezzo per incrementare le possibilità di trovare lavoro

L’indagine evidenzia come per il 75% dei lavoratori che non ricoprono un incarico manageriale il temporary work sia una via per arricchire la propria esperienza lavorativa e affinare le proprie abilità. Per il 55% dei manager invece si tratta di un trampolino di lancio per trovare un lavoro più interessante, riferisce Adnkronos. Per la metà degli intervistati, inoltre, un’esperienza lavorativa di questo tipo mette alla prova la flessibilità lavorativa. Tanto che il 47% dei lavoratori under 30 lo considera un mezzo per incrementare le possibilità di trovare lavoro.

“Il profilo personale si arricchisce di competenze trasversali”

Ma quali sono i motivi che rendono il lavoro temporaneo tanto appetibile fra gli intervistati? “La ricerca mostra che il lavoro ad interim viene visto come una grande opportunità dai lavoratori intervistati. La motivazione è molto semplice: entrando in contatto con realtà differenti, un lavoratore deve mettere alla prova il proprio talento perché deve confrontarsi con ambienti completamente diversi – afferma Pamela Bonavita, Senior Executive Director di PageGroup -. Il profilo personale si arricchisce di competenze trasversali rendendo il candidato sempre più competitivo sul mercato del lavoro”.

L’hashtag compie 12 anni: ecco come crearne uno “perfetto”

Buon compleanno hashtag: il cancelletto messo davanti a una parola per identificare un argomento e ricercarlo sui social è nato infatti il 23 agosto 2007 su Twitter. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti e oggi si utilizzano circa cento milioni di hashtag al giorno. Che dire, il simbolico è diventato molto, molto grande. La parola, frutto della combinazione fra “hash”, cancelletto, e “tag”, etichetta, nel 2014 è entrata a far parte del vocabolario con l’ingresso nel dizionario inglese Oxford.   

I consigli di Twitter per le cose da fare…

Ovviamente, anche il simbolo del cancelletto ha il suo #HashtagDay, che ricorre proprio nel giorno della sua nascita. Per l’occasione, Twitter ha diffuso una nota con tutte le cose da fare (e da non fare) per creare l’hashtag perfetto per una campagna di comunicazione vincente. La prima dritta è quella di realizzare hashtag brevi e facili da ricordare: occhio anche agli errori di battitura, altrimenti i tweet o i post sarebbero impossibili da trovare.

In seconda battuta, è opportuno fare delle ricerche per controllare se “l’etichetta” che si vuole utilizzare è già stata usata da altri e verificare quali sono gli hashtag associati al proprio brand. Twitter consiglia poi di pensare in grande: ovvero, è utile poter declinare l’hashtag anche in altri contesti, per unificare il messaggio e lavorare in coerenza su tutti i canali di comunicazione compresi, ad esempio, i cartelloni pubblicitari o gli altri social. Infine, bisogna dare agli utenti una buona ragione per utilizzare a loro volta quel preciso hashtag: in questo caso, può bastare un retweet.

… e quelle da non fare

Ci sono poi tutta una serie di indicazioni sulle cose da non fare, a cominciare da evitare l’abuso di hashtag. Per Twitter, uno o due hashtag possono essere sufficienti. Ancora, non serve forzare la mano: “l’hashtag è pensato per essere inclusivo, condivisibile e facilmente rilevabile. Se non si adatta in modo naturale a un Tweet, sembrerà forzato e l’effetto sarà controproducente” spiegano dal social con l’uccellino. Non utilizzare solo lettere maiuscole: si rischia uno sgradevole effetto “urlo”.

Gli hashtag più usati del 2019

Su Twitter, nei primi sette mesi del 2019 gli hashtag più di successo sono riferiti a trasmissioni televisive –  come #Amici18, #TemptationIsland, #GameOfThrones e #Gf16. Per quanto riguarda la musica, #Sanremo2019 è stato il più condiviso. Decisamente vivace anche la politica, con hashtag come #Salvini, #M5S, #PD, #Lega, #dimaio e #conte tra i più popolari. In tema sport, vince il calcio con gli hashtag#juventus, #milan, #inter, #asroma, #juve, #seriea, #calciomercato e #sarri tra i più condivisi.

Specialisti nel rilevamento delle perdite d’acqua!

VI.RO è una azienda specializzata nel settore della ricerca perdite acqua ed offre molteplici servizi annessi, la massima esperienza e la migliore tecnologia esistente per aziende, complessi alberghieri, scuole, nonché tutti i tipi di edifici pubblici e privati. L’obiettivo di questa realtà del settore termoidraulico con sede a Casatenovo (LC), è quello di risolvere questo tipo di emergenza nel minore tempo possibile e con la massima efficacia, in modo da consentire rapidamente il ripristino della fruibilità degli impianti e degli spazi.

L’azienda si occupa per questo di individuare le perdite d’acqua in modo rapido ed efficiente adoperando le migliori tecnologie del settore, perché conosce bene questa problematica e sa che le perdite causano umidità ed altri problemi sia nelle pareti che nelle superfici, per non parlare dei problemi che eventuali perdite possono causare a coloro i quali vivono negli appartamenti limitrofi a quello in cui si è verificata la perdita. Hai intenzione di lasciare che questi problemi diventino qualcosa di più complicato, quando puoi invece chiamare ed usufruire di un servizio che ti offre la soluzione ideale in meno tempo di quanto ti aspetti?

Sicuramente no, e per questo fai bene ad affidarti ad un team in grado di individuare rapidamente la natura e l’esatta ubicazione della perdita, grazie all’ausilio di sofisticati strumenti di nuova generazione e non invasivi, consentendoti di risolvere il tutto prima che il problema possa degenerare in qualcosa di più complicato da riparare e sicuramente più invasivo per i locali in cui la perdita è presente. VI.RO si occuperà per te di individuare e risolvere il problema adottando dunque un approccio non distruttivo ed effettuando anzitutto una indagine preventiva, che consenta di individuare la modalità di indagine e di intervento più adeguata con conseguente risparmio di tempo e denaro, dunque proprio la garanzia di affidabilità e sicurezza che fa per te.

Pressione fiscale più alta per gli onesti, colpa del “nero”

La pressione fiscale è data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, e nel 2018 si è attestata al 42,1%. Se però dalla ricchezza del Paese (Pil) si sottrae la quota riconducibile al sommerso e alle attività illegali il Pil diminuisce, facendo aumentare il rapporto tra questo e il gettito fiscale. In pratica, la pressione fiscale per i contribuenti onesti sale al 48%, quasi 6 punti in più rispetto al dato ufficiale.

“Sebbene negli ultimi anni il peso complessivo delle tasse risulti leggermente in calo in molti non se ne sono accorti, poiché allo stesso tempo sono cresciute le tariffe della luce, dell’acqua, del gas, i pedaggi autostradali, i servizi postali, i trasporti”, sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo. E anche se dal punto di vista contabile queste voci non rientrano nella pressione fiscale hanno effetti negativi sui bilanci di famiglie e imprese.

L’incidenza del “nero” sul Pil non ha subito variazioni dal 2016

Secondo l’Istat, nel 2016 l’economia non osservata ammontava a 209,8 miliardi di euro, pari al 12,4% del Pil. Di questi, 191,8 miliardi erano attribuibili al sommerso economico e altri 17,9 alle attività illegali. L’Ufficio studi della Cgia ipotizza che l’incidenza del “nero” e delle attività illegali sul Pil nel biennio 2017-2018 non abbia subito variazioni rispetto al 2016. Dopo il picco massimo toccato nel biennio 2012-2013 negli anni successivi la pressione fiscale ha segnato una diminuzione, che nel biennio 2017-2018 si è attestata al 42,1%. Secondo la Cgia non è però da escludere che nel 2019 la pressione fiscale torni a salire. Non tanto perché il prelievo complessivo sia destinato ad aumentare, ma perché la crescita del Pil sarà molto contenuta, e nettamente inferiore alla variazione registrata l’anno scorso.

Recuperare almeno 33 miliardi per non far salire i prezzi

“Se da un lato abbiamo recuperato 7,6 miliardi di euro che ci hanno evitato la procedura di infrazione da parte dell’Ue – rileva il segretario Cgia Renato Mason – dall’altro lato dobbiamo trovare entro dicembre 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva e altri 10-15 miliardi per estendere a tutta la platea dei contribuenti la flat tax”. Insomma, per evitare un forte aumento dei prezzi di beni e servizi e beneficiare di una riduzione del carico fiscale dovremmo recuperare in pochi mesi almeno 33 miliardi, riferisce Adnkronos.

Il rapporto tra fisco e aziende sta cambiando, ma non porta sostanziali benefici

Dopo l’introduzione della fatturazione elettronica, dal 1° luglio è scattato l’obbligo di memorizzazione e di invio telematico dei corrispettivi per le partite Iva con volume d’affari superiore ai 400.000 euro. Da qualche settimana poi piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono alle prese con la dichiarazione dei redditi, che da quest’anno prevede la sostituzione degli studi di settore con gli Isa. Un nuovo strumento che sta mettendo in difficoltà anche gli stessi addetti ai lavori, e che rischia di tradursi in un aumento dei costi legati alla burocrazia fiscale. E che evidenzia come il rapporto tra fisco e aziende stia cambiando rapidamente, senza però portare sostanziali benefici in termine di riduzione delle tasse.

Consumatori più consapevoli alle aziende chiedono sostenibilità

I consumatori italiani sono sempre più consapevoli dei propri diritti, e individuano nella sostenibilità ambientale e sociale, e nello sviluppo tecnologico, i temi principali su cui concentrare il dibattito con aziende e istituzioni. Inoltre, secondo le Associazioni dei consumatori, le aziende sono più pronte a relazionarsi positivamente, anche se non tutte fanno abbastanza.

A tracciare il quadro della situazione è la ricerca Consumatori, associazioni e aziende: l’evoluzione dello scenario italiano, realizzata da Ipsos e realizzata tramite 130 interviste qualitative e quantitative ai responsabili delle Associazioni dei consumatori a livello nazionale e regionale.

Anche le aziende dovrebbero sostenere l’azione delle Associazioni dei consumatori

Dalla ricerca emergono le considerazioni positive da parte degli intervistati sul quadro normativo europeo, ritenuto più tutelante, ma negative sulla minore centralità di consumatori e Associazioni nell’agenda politica nazionale, nonché su un sistema associazionistico non del tutto adeguato ai tempi. Ovviamente anche le aziende sono chiamate a sostenere l’azione delle Associazioni per garantire maggior tutela e consapevolezza ai consumatori. Gli indicatori di qualità delle azioni considerate più rilevanti riguardano la qualità dell’offerta, la sottoscrizione di accordi, arbitrati e protocolli per favorire la risoluzione delle controversie, l’efficienza del customer-care, una reale attenzione alla sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale.

I settori energetico e telefonico i più “evoluti”

A livello di dinamiche settoriali, dal punto di vista del rapporto con i consumatori vengono considerati più evoluti i settori energetico e telefonico. Il focus sul settore energetico evidenzia che il trend di maggiore interesse per i rappresentanti delle associazioni nazionali è quello relativo al passaggio al mercato libero, a cui seguono temi legati alla sostenibilità come la mobilità sostenibile, la transazione energetica, e l’economia circolare.

Gli intervistati giudicano abbastanza buono l’impegno delle aziende energetiche su questi temi, anche se potrebbero fare di più. Per quanto riguarda in particolare il passaggio al mercato libero i rappresentanti delle Associazioni regionali lo considerano un evento negativo, e sono tutti d’accordo nel giudicare mal gestito il passaggio a tale regime.

Criticità irrisolte e nuove emergenze. Ma il rapporto fra aziende e consumatori migliora

I rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni dei consumatori, riporta Adnkronos, considerano inoltre come la poca chiarezza e trasparenza della bolletta sia una criticità irrisolta del passato, e vedono come nuova emergenza il proliferare di tanti piccoli operatori.

Sia nel comparto oil sia nel gas e nell’energia elettrica, poi, le relazioni tra aziende e consumatori sono giudicate migliori rispetto al passato, ma non ancora ritenute diffusamente soddisfacenti. Soprattutto a livello di rappresentanti delle associazioni locali.

 

Grazie al web i giovani riscoprono i tg

La tv non perde la sua capacità di contaminare i social, e grazie a Internet i giovani riscoprono i telegiornali. Secondo uno studio dell’agenzia di Klaus Davi, svolto su un campione di 485 ragazzi in età compresa dai 16 ai 30 anni, il 58% degli intervistati afferma di guardare almeno un telegiornale in televisione ogni giorno, e il 78% dichiara di informarsi quotidianamente tramite i social network e di guardare almeno una volta al giorno un servizio ritagliato da un tg sul web. La percentuale sale fino all’86% per i giovani che fruiscono quotidianamente di app destinate all’informazione o di servizi come Google News, e un under 30 su tre dichiara di fruire regolarmente dei servizi dei telegiornali direttamente sulle piattaforme web delle reti televisive.

Facebook e Twitter i social più utilizzati per condividere notizie dei telegiornali

Gli argomenti tematici che catturano di più l’attenzione dei giovani sono la cronaca (95%), gli esteri (88%), le notizie sui vip (77%), lo sport (70%), mode e stili di vita (65%), e la salute (43%). I tg istituzionali, i cui servizi sono fruiti di più dai giovani sul web sono risultati Studio Aperto, TG5, SkyTg24 e TGCom24, mentre il device più utilizzato è lo smartphone (90%), seguito da pc (78%) e tablet (22%). I social network più utilizzati per la condivisione e il commento dei servizi dei telegiornali sono quasi esclusivamente Facebook (85%) e Twitter (72%). Risulta comunque in crescita l’utilizzo di Instagram, con i profili delle reti all-news Rainews24, TGCom24 e SkyTg24 assoluti protagonisti.

Il 78% dei ragazzi ritiene i servizi dei tg più attendibili rispetto ai social

Il giudizio dei ragazzi su qualità e affidabilità dei tg inoltre è risultato positivo: il 78% ritiene i servizi dei telegiornali più attendibili rispetto ai social come fonte di informazione. Fra le critiche, l’eccesso di politica. Per il 58% degli intervistati, infatti, andrebbe fortemente ridimensionato lo spazio dedicato a questa area tematica. Tuttavia, nell’ultimo anno due ragazzi su tre hanno consigliato a un amico o famigliare di guardare un servizio di un tg visto sulle piattaforme online o in tv.

I canali tradizionali di consumo restano appannaggio dei senior

I canali tradizionali di consumo dei tg, riferisce Italpress, restano comunque appannaggio dei senior: profili con stili di vita e metodi di consumo diversi, come certificano i dati del centro media Omnicom Media Group. Secondo il quale i senior, specularmente alla crescita dell’età media della popolazione, risultano numericamente più forti. Il pubblico medio più giovane è quello di SkyTg24 (53 anni in media nella versione satellitare, 55 in quella digitale), ed è buona anche la performance di TGCom24, con 58 anni di media. Il pubblico più maturo appartiene invece a Rainews24, con una media di 63 anni.

Nasce l’app per esercitare gli occhi di chi naviga sui device

Ammiccare per umettare gli occhi, esercitare la vista e instillare sostituti lacrimali o colliri medicali in base alla prescrizione del medico oftalmologo. Questi i consigli della Regola Internazionale 20/20/20 Blinking per ridurre lo stress visivo (Astenopia) di chi passa molto tempo davanti allo schermo di un pc, un tablet o uno smartphone. E per aiutare i naviganti a ricordare queste semplici linee guida nasce Wink – remember to close your eyes, l’app ideata dalla Dott.ssa Anna Poggianella, optometrista e contattologa, che da tempo si occupa del disagio oculare legato alla navigazione digitale.

L’allarme degli oftalmologi

A causa dell’eccessivo tempo passato davanti agli smartphone e altri device si riduce il film lacrimale sulla superficie esterna dell’occhio. Se lo “sbarramento oculare” induce l’ammiccamento spontaneo di circa 16 battiti al minuto, per effetto dell’attenzione questo viene ridotto dal 60% all’80% dopo i primi 20/30 minuti di utilizzo dei VDT.   A lanciare l’allarme, riporta Ansa, sono gli oftalmologi del College of Medicine University Hospital di Seul, autori di ricerche a campione, che hanno dimostrato come il disturbo si manifesti con bruciore e senso di corpo estraneo negli occhi. Lo schermo di questi dispositivi a diodi, che i più piccoli usano a distanza ravvicinata per giocare, chattare, guardare i video, cartoni animati e film, sforzerebbero troppo la vista.

La luce blu che causa fototossicità retinica

“Nella prima release dell’app avevo pensato a questo strumento solo per gli adulti, ma più ricerche pubblicate anche su Bmc Ophthalmology, sostengono che la Syndrome Dry Eye può colpire anche i più piccoli che usano tablet e smartphone”, spiega Anna Poggianella. Che suggerisce inoltre di “non utilizzare i device sul tardi della sera nella fase del momento dell’addormentamento, per non rischiare disturbi del sonno, ma anche fototossicità retinica causata dalla luce blu emessa dai dispositivi che in maniera invasiva entra all’interno del foro pupillare che di notte è più largo in midriasi”.

Tre esercizi per salvaguardare la salute dell’occhio

L’app permetterà di svolgere 3 esercizi con la gif Wink: il primo sollecita l’ammiccamento, il secondo allena i muscoli estrinseci e intrinseci spostando gli occhi a destra e sinistra, il terzo serve per lo stretching dei 6 muscoli che abbiamo per occhio. Le rotazioni in senso orario e antiorario riportano elasticità per una buona messa a fuoco da lontano e vicino.

Terminati gli esercizi, bisogna alzarsi dalla postazione per osservare un punto distante fuori dalla finestra contando fino a 20. Il ciclo del 20/20/20 Blinking è così rispettato.

Immobiliare, alberghi: mercato in crescita, investire conviene

Gli alberghi sono un’asset class sulla quale investire conviene. Anche per l’anno in corso, e gli operatori del settore immobiliare confermano un sentiment positivo soprattutto per l’andamento del comparto alberghiero.  È quanto risulta dall’indagine Sentiment del mercato immobiliare condotta da Claudio Cacciamani, docente dell’Università di Parma. L’indagine, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, si basa su interviste rivolte a circa duecento operatori del mercato, appartenenti ai settori del trading, development, property management, facility management, progettazione, valutazione, consulenza e finanza immobiliare.

L’hospitality è la destinazione d’investimento più interessante

Dallo studio emerge quindi che risultano rinsaldate le attese di quanti per l’anno scorso avevano previsto un assestamento del mercato. Il 39% del campione, riporta Askanews, è convinto che i prezzi rimarranno stabili, con un lieve aumento soprattutto per il comparto alberghiero. Il 57% degli operatori pensa infatti che il mercato degli alberghi sia in crescita, anche perché gli hotel potrebbero beneficiare di una riduzione nei tempi di acquisto, segnale che il comparto rimarrà vivace. Lo dimostra la risposta degli operatori alla domanda sulla destinazione d’investimento più interessante, che vede privilegiato l’ambito dell’hospitality, anche in relazione ai possibili eventi sportivi invernali dei prossimi anni, e alla crescente attrazione turistica del nostro Paese.

Roma calamita un maggiore interesse per gli hotel più centrali

Sempre per quanto riguarda gli investimenti, rimane forte il presidio delle regioni del Nord Ovest soprattutto per il residenziale e per gli uffici. Tuttavia, la novità è nel potere attrattivo del Centro Italia, in particolare di Roma, che risulta calamitare un interesse maggiore che in passato soprattutto per gli hotel più centrali (47%), hotel in generale (35%), negozi (33%) case (22%), e uffici (11%). Per gli hotel risulta interessante e competitivo anche il Sud Italia (23%).

Un altro segnale positivo nelle aspettative degli operatori immobiliari proviene dalla strategia di business che intendono adottare nella propria attività professionale: cresce la percentuale di quanti prevedono di effettuare nuovi investimenti (46% circa), aumenta la volontà di sviluppare nuove linee di business (34,7%), e nessuno vuole ridurre il personale.

Aspettative positive per il futuro del settore immobiliare

Rimane quindi positiva l’aspettativa per il futuro del settore immobiliare secondo il 24% circa degli intervistati, a fronte del 70% che ne prevede la stabilità. Si è sostanzialmente ridotta invece la quota di coloro che ritengono che avverrà un peggioramento (5%o contro 14% di otto mesi fa), e annullata la percentuale dei pessimisti. Per quanto riguarda l’indice Fiups, che sintetizza il Sentiment, il 2018 si è rivelato un anno di tendenziale crescita, poiché si è passati da 19.51 (primo quadrimestre) a 18.59 (secondo) e a 19.11 (terzo).

Studio Franco Guerrieri | Immobili di prestigio a Monza

Il territorio di Monza e Brianza è particolarmente noto a quanti desidero acquistare una soluzione mobiliare di prestigio, in virtù della numerosa presenza di strutture architettonicamente rilevanti nella zona. Inoltre la zona di Monza e Brianza presenta una qualità della vita elevata dovuta anche alla presenza di numerose are verdi e aree pedonali, nonchè dovuta al caratteristico centro storico di Monza, il quale ha una grande valenza storica, artistica e culturale. Questi son principalmente i motivi per i quali sono tante le persone che desidero di spostarsi e vivere all’interno di questo bellissimo territorio, così da aumentare la qualità della vita della propria famiglia. Essi necessitano dunque di una risorsa che possa garantire loro la consulenza necessaria ad identificare esattamente la tipologia di mobile perfetto tra quelli di prestigio a disposizione.

Lo studio di intermediazione immobiliare Franco guerrieri è operativo da anni nel settore ed offre ogni tipo di assistenza ai propri clienti in questo senso, sia nelle fasi che precedono l’acquisto (o la vendita) che nelle fasi successive nelle quali si richiede ad esempio di andare ad effettuare dei lavori di ristrutturazione. L’agenzia dispone di numerosi immobili di prestigio Monza, ciascuno con peculiarità differenti e tra i quali non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità e quelle della propria famiglia. È possibile anche raggiungere il sito ufficiale www.francoguerrieri.it per visionare in anteprima alcune delle soluzioni a disposizione all’interno del territorio di Monza e Brianza. Ad ogni modo è preferibile contattare il recapito telefonico 0392304893 per prendere un appuntamento in sede ed avere l’opportunità di parlare direttamente con un consulente, al fine di poter esporre le proprie necessità e visionare personalmente le soluzioni mobiliari che sono maggiormente in grado di adattarsi alle proprie necessità e stile di vita.

Nuova etica del design, i valori umani al centro dell’innovazione

C’è una nuova etica del design che colloca i valori umani nuovamente al centro dell’innovazione. Tra dieta digitale, sostenibilità, soluzioni di mobilità urbana all’avanguardia, minimalismo dei dati, inclusività, nuovi spazi e modi di lavorare, stiamo assistendo a un momento di svolta, anche nel mondo del design. Come emerge dai Fjord Trends 2019 sul futuro del business, tecnologia e design, pubblicato da Accenture Interactive, sono 7 le tendenze che nel 2019 incideranno sulla creazione della prossima generazione di esperienze. Tendenze che evidenziano il collegamento tra antropologia, valori umani e design.

Il digitale non è più una novità

Secondo il report, riporta Ansa, i consumatori hanno la sensazione di essere inondati e sopraffatti dall’eccessiva innovazione. “È il momento delle pulizie di primavera anche in ambito digitale, il momento in cui si decide se qualcosa ha ancora un valore e quanto è rilevante nelle nostre vite – commenta Ashley Benigno, responsabile di Fjord in Italia -. Il digitale è ora così largamente adottato che non è più una novità. Nel tentativo di mettere ordine, le persone sono diventate ancora più selettive su prodotti e servizi, scegliendo di eliminare quelli che non offrono reciprocità, benefici ritenuti equi. Mai prima d’ora la responsabilità del design è stata così importante”.

Silence is gold, The Last Straw e Data Minimalism

La prima delle sette tendenze individuate da Fjord Trends 2019 è “il silenzio è d’oro”. Non sentirsi sopraffatti è diventata una questione di salute mentale. Attraverso un design consapevole i brand possono trovare una strada per farsi sentire dalle persone che cercano tranquillità in un mondo rumoroso. Seconda tendenza: The Last Straw. L’ultima cannuccia? È l’ultima goccia! Basta parlare. Le persone si aspettano che i prodotti vengano progettati sostenibili sin dall’origine, altrimenti li scartano.

Il Data Minimalism è la terza tendenza. Persone e aziende hanno opinioni differenti sul valore dei dati personali. La trasparenza sarà la chiave per mediare tra le due posizioni?

Ahead of the Curb, The Inclusivity Paradox, Space Odyssey, Synthetic Realities

Ahead of the Curb, anticipare il futuro delle città, è la quarta tendenza. La nuova mobilità urbana ha reso le città terra di conquista, ed è ora di  iniziare a creare piattaforme ed ecosistemi unificati in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini in tempo reale. Il paradosso dell’inclusività (quinta tendenza) pone invece la domanda: come si progetta per tutti senza escludere qualcuno?

Se l’Odissea nello spazio (sesta tendenza) implica che spazi di lavoro e di vendita abbiano bisogno di un restyling digitale, un ripensamento per disegnare tali spazi, oggi la realtà può essere creata su misura e prodotta artificialmente. Tecnologie per cambiare volto e simulare la voce sono in grado di creare realtà sintetiche (settima tendenza). Le aziende dovranno capire come capitalizzare il fenomeno. E soprattutto come gestire il rischio.