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Meccanica made in Italy, quella lombarda fa volare le esportazioni in Germania

La Lombardia si conferma la regina italiana della meccanica. Milano è prima in regione per interscambio (5,2 miliardi di euro), Brescia per export con 1,7 miliardi di euro in 9 mesi. Sono 34mila le imprese lombarde attive nella meccanica e 390mila gli addetti. In Brianza circa 3mila le imprese e oltre 26mila gli addetti. Di tutto rispetto il valore dell’export brianzolo verso la Germania, che ammonta a più di 459 milioni di euro, in crescita del 7,2% tra 2016 e 2017.

Lombardia-Germania, un interscambio da 15 miliardi in 9 mesi

L’interscambio lombardo con la Germania del comparto meccanica ammonta a quasi 15 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2017, e registra una crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Prime in regione per interscambio commerciale sono Milano (5,2 miliardi di euro) e Brescia (2,3 miliardi). Seguono Bergamo e Pavia (oltre 1 miliardo di euro per entrambe), Lecco ( 976 milioni) e Monza Brianza (737 milioni). Prima per export è Brescia con oltre 1,7 miliardi di merci esportate in Germania dei settori legati alla meccanica. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat a settembre 2017 e 2016.

“La Germania si conferma un importante e storico partner commerciale per le imprese lombarde, con un  interscambio che nei soli primi nove mesi del 2017 ha superato i 14 miliardi di Euro, con variazioni positive sia dell’import (+7,5%) che dell’export (+10,2%). Prevedere a Monza focus tematici specifici sull’esportazione in Germania nell’ambito della meccanica, e in Europa per quanto riguarda l’alimentare significa mettere in campo  opportunità concrete per sostenere i processi di internazionalizzazione delle imprese” ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente Promos e Vice Presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Quale vale l’export lombardo per settore

Le esportazioni lombarde verso la Germania del settore meccanica ammontano a oltre 6,3 miliardi di euro tra gennaio e settembre 2017, in crescita del +10,2% in un anno. Il business dell’automotive pesa circa il 17% del totale, si tratta di circa 400 milioni di euro di export di automobili a cui si aggiungono oltre 700 milioni di euro nel settore carrozzerie per autoveicoli, motori e accessori. Segue l’export di macchine di impiego generale (oltre 1 miliardo) e quello di altri prodotti in metallo (953 milioni di euro).

Meccanica in Lombardia

Si tratta complessivamente di circa 34mila imprese attive nel 2017, in tutta la regione che danno lavoro a poco meno di 390mila addetti. A Milano le imprese attive nei settori della meccanica sono 9.134 (117.464 addetti), Brescia al secondo posto conta 6.750 imprese (quasi 84mila addetti), Bergamo al terzo con 4.160 imprese (53.912 addetti). Seguono Varese e Monza e Brianza (entrambe contano circa 3mila imprese attive).

Germania chiama Brianza

Le esportazioni Made in Brianza della meccanica verso la Germania ammontano a 459 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2017, in crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I volumi maggiori di esportazioni si registrano nel comparto altri prodotti in metallo (203 milioni di euro), nel comparto macchine di impiego generale (circa 70 milioni di euro), altre macchine per impieghi speciali (34milioni di euro) e nel settore dell’ automotive (autoveicoli, carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, parti e accessori per autoveicoli e motori) con circa 25 milioni di merci esportate nei primi 9 mesi del 2017. Le imprese attive in Brianza nel comparto della meccanica sono 2.883 (-1,9%) e danno lavoro a oltre 26mila addetti. Nel dettaglio, le imprese della fabbricazione di prodotti in metallo sono 1.987 ( 13.688 addetti), 716 imprese di fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (8.973), 40 imprese di fabbricazione di autoveicoli rimorchi e semirimorchi (742 addetti) e 59 imprese di fabbricazione di altri mezzi di trasporto (1.042 addetti).

Lombardia, una Regione che si tiene in forma: il fitness genera un giro d’affari di 4 miliardi l’anno

La Lombardia è una Regione decisamente in forma. Specie dopo il lungo periodo di feste, con l’inevitabile eccesso di pranzi, cene e aperitivi. Nel territorio lombardo, nel 2017, si sono infatti registrate oltre 11 mila imprese attive nel settore del benessere e fitness: si tratta di una crescita del 3,3% in un anno. Il giro di affari del comparto si attesta a ben 4 miliardi di euro all’anno. Quelle della Regione pesano quasi un sesto di tutte le imprese attive in Italia nel comparto (68 mila con un business di oltre 8 miliardi) grazie anche alla presenza tra le prime dieci province italiane di tre lombarde: Milano con 3.693 imprese, il 5,4% nazionale, al secondo posto per attività dopo Roma (7,8%) ma prima per giro d’affari, 2 miliardi di euro, Brescia sesta con 1.485 imprese e Bergamo settima con 1.304.

Lombardia, che business per le palestre e i centri benessere

La Lombardia pesa soprattutto nel settore delle palestre, concentrando il 21% delle attività italiane, nei centri benessere (30%) e nei servizi di manicure e pedicure (22,7%) e di bellezza (18%). Forte anche la presenza di imprese lombarde nel settore del commercio di prodotti macrobiotici e dietetici (183 sedi di impresa su 1.054 in Italia, il 17,4% del totale). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al 2017 e 2016.

La mappa delle lombarde più in “forma”

Nel settore del benessere e del fitness, Milano è prima in regione con 3.693 imprese, il 32,8% lombardo e una crescita del 4,4% in un anno. Poi, per numero di attività, vengono Brescia (1.485 imprese e +1,8% tra 2016 e 2017), Bergamo (1.304, +3,2%) e Varese (1.004, +2,9%). Monza è quinta (861 imprese, +2,5%). Le crescite maggiori in un anno si registrano a Mantova (+5%) e Sondrio (+4,6%).

Il benessere fa impresa in tutta Italia

Anche se la Lombardia a livello territoriale è un’area particolarmente attiva nel settore, anche nel resto d’Italia il comparto gode di ottima salute. Sono 67.917 le imprese del settore, +1,8% in un anno trainate dalla crescita dei servizi di pedi-manicure, +11,4%. Prima è Roma dove si concentra il 7,8% delle attività italiane legate al fitness e benessere (5.294), specializzata per lo più in istituti di bellezza (2.591). Al secondo posto Milano (3.693), prima per centri benessere (462) e palestre (292), al terzo Napoli (3.001) che tallona Roma nelle attività del commercio specializzato (cosmetica, profumerie ed erboristerie) con 1.241.

Lombardia, agroalimentare: un settore da 25 miliardi di euro. La metà del fatturato da Milano, Monza e Brianza e Lodi 

25 miliardi di euro di giro d’affari, quasi 52mila imprese attive e circa 126mila addetti in tutta la Lombardia: sono i numeri eccellenti del comparto agroalimentare lombardo. Il fatturato 2016 del settore in Lombardia rappresenta addirittura un quarto del business nazionale (oltre 104 miliardi di euro), considerando i quattro settori delle coltivazioni agricole, produzioni di prodotti animali, pesca e acquacoltura, industrie alimentari e delle bevande.  Nel dettaglio, in Lombardia, a settembre 2017, si contano 45.225 attività nelle coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi (in calo rispetto al 2016 del -1,4%), 5.912 industrie alimentari (+0,6%), 312 industrie delle bevande (+3,3%) e 169 attività di pesca e acquacoltura (-0,6%).

Un settore settore che dà lavoro a oltre 120mila addetti

Per quanto riguarda il mercato del lavoro nel comparto agroalimentare in Lombardia, oltre la metà degli addetti totali opera nelle industrie alimentari (circa 66mila), 54mila addetti nelle coltivazioni agricole, oltre 6.300 nell’industria delle bevande e 226 nella pesca. Emerge da una elaborazione del Servizio Studi, Statistica e Programmazione della Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi su dati Registro Imprese.

Agroalimentare a Milano, MonzaBrianza e Lodi

Ancora una volta. Milano, Monza e Brianza e Lodi sono le aree campionesse di business. Oltre la metà del fatturato lombardo del settore, nel 2016, proviene proprio da queste zone, per un totale di oltre 13 miliardi di euro. Guardando ai singoli territori, le imprese agroalimentari milanesi sono 5.314, il 65% del totale è attivo nelle coltivazioni, che crescono in un anno del +0,4%. Gli addetti a Milano sono complessivamente 36.222, concentrati soprattutto nell’industria delle bevande. Anche a Monza e Brianza il comparto delle coltivazioni è il più rappresentativo dell’agroalimentare per numero di imprese nel comparto (899 su 1.278 totali), gli addetti sono invece più numerosi nelle industrie alimentari (2.753). A Lodi, le imprese agroalimentari sono 1.442 e 7 addetti su 10 di tutto il comparto lavorano nelle coltivazioni agricole, produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi.

Contributi a disposizione delle piccole e medie imprese

La Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi promuove TT AgriLab, un progetto a sostegno dei percorsi di trasferimento tecnologico tra le micro, piccole e medie imprese lombarde e gli organismi di ricerca nei settori dell’agricoltura, dell’agroalimentare e della bioeconomia, realizzato con il coordinamento scientifico dell’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBBA). Il progetto è rivolto alle micro, piccole e medie imprese e agli organismi di ricerca che vogliono mettere in campo progetti innovativi nei settori dell’agricoltura, dell’agroalimentare e della bioeconomia, con sede legale e/o operativa in Lombardia. Per partecipare all’iniziativa le imprese dovranno presentare la loro idea progettuale innovativa tramite la compilazione di una  manifestazione d’interesse. I progetti selezionati beneficeranno in una prima fase di servizi gratuiti di consulenza e assistenza da parte di un team specializzato di esperti sulle specifiche tematiche di interesse, per la redazione del progetto innovativo che potrà partecipare al successivo bando. Le imprese che avranno terminato il percorso di accompagnamento della prima fase potranno partecipare al bando per ottenere contributi a fondo perduto, pari all’80% delle somme spese e fino ad un massimo di 60.000 mila euro per azienda partecipante. Le imprese interessate potranno trovare tutte le informazioni e presentare la propria manifestazione di interesse nella sezione dedicata del sito della Camera di Commercio.