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Pagamenti digitali, le opportunità per gli esercenti

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto nuove misure per incentivare i pagamenti cashless da parte dei consumatori, e incoraggiare esercenti, professionisti e piccoli artigiani a dotarsi di Pos per l’accettazione dei pagamenti senza contanti. Da gennaio 2020 i consumatori potranno infatti portare in detrazione IRPEF al 19% solo le spese effettuate con strumenti tracciabili, come le carte di pagamento. Per questo motivo, sono sempre di più i clienti che chiedono ai professionisti privati del settore sanitario, ai centri sportivi e agli altri operatori che offrono servizi oggetto di detrazione, di poter pagare con il Pos. Dal 1° luglio, poi, i piccoli commercianti che utilizzano strumenti di pagamento elettronico potranno beneficiare di un credito d’imposta del 30% sulle commissioni bancarie per le transazioni.

Nuovi Pos per artigiani e studi medici

Per i piccoli esercenti e i professionisti che vogliono dotarsi di uno strumento semplice e pratico per l’accettazione dei pagamenti digitali, Nexi, l’azienda italiana che offre servizi e infrastrutture per il pagamento digitale a banche, aziende, istituzioni e Pubblica Amministrazione, ha lanciato l’offerta Welcome. Si tratta di un servizio consigliato soprattutto ad ambulanti e professionisti, come studi medici o artigiani (elettricisti e idraulici), senza canone Pos mensile, che permette di accettare tutte le principali tipologie di carte, compreso il Pagobancomat, con una commissione unica per le carte europee. E può essere usato anche in modalità mobile.

Ulteriori offerte arrivano dall’estero, come SumUp e myPOS

Inoltre, con Welcome, non è richiesta l’apertura di un conto corrente dedicato, poiché l’esercente potrà infatti usare il conto già aperto presso la sua banca.

Ulteriori offerte interessanti che propongono device a supporto dei pagamenti digitali per i piccoli esercenti arrivano dall’estero. Tra questi l’anglosassone SumUp, che propone il Pos in vendita e una commissione unica, e la spagnola myPOS, che lo offre in vendita con una commissione unica collegato a un conto corrente estero. SumUp e myPOS assicurano l’accettazione del circuito Pagobancomat e la manutenzione per tutta la durata del contratto, nonché l’assistenza telefonica in Italia.

Convenienza, facilità, trasparenza e un customer care efficace

Anche Nexi Welcome offre l’assistenza telefonica in Italia 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana, non solo quindi nei giorni lavorativi. Inoltre, garantisce la manutenzione inclusa con sostituzione gratuita del Pos in caso di malfunzionamento per tutta la durata del contratto, non solo quindi per il primo anno. Insomma, convenienza, facilità, trasparenza e un customer care efficace. Avere un Pos non sarà più un peso per gli esercenti.

L’hashtag compie 12 anni: ecco come crearne uno “perfetto”

Buon compleanno hashtag: il cancelletto messo davanti a una parola per identificare un argomento e ricercarlo sui social è nato infatti il 23 agosto 2007 su Twitter. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti e oggi si utilizzano circa cento milioni di hashtag al giorno. Che dire, il simbolico è diventato molto, molto grande. La parola, frutto della combinazione fra “hash”, cancelletto, e “tag”, etichetta, nel 2014 è entrata a far parte del vocabolario con l’ingresso nel dizionario inglese Oxford.   

I consigli di Twitter per le cose da fare…

Ovviamente, anche il simbolo del cancelletto ha il suo #HashtagDay, che ricorre proprio nel giorno della sua nascita. Per l’occasione, Twitter ha diffuso una nota con tutte le cose da fare (e da non fare) per creare l’hashtag perfetto per una campagna di comunicazione vincente. La prima dritta è quella di realizzare hashtag brevi e facili da ricordare: occhio anche agli errori di battitura, altrimenti i tweet o i post sarebbero impossibili da trovare.

In seconda battuta, è opportuno fare delle ricerche per controllare se “l’etichetta” che si vuole utilizzare è già stata usata da altri e verificare quali sono gli hashtag associati al proprio brand. Twitter consiglia poi di pensare in grande: ovvero, è utile poter declinare l’hashtag anche in altri contesti, per unificare il messaggio e lavorare in coerenza su tutti i canali di comunicazione compresi, ad esempio, i cartelloni pubblicitari o gli altri social. Infine, bisogna dare agli utenti una buona ragione per utilizzare a loro volta quel preciso hashtag: in questo caso, può bastare un retweet.

… e quelle da non fare

Ci sono poi tutta una serie di indicazioni sulle cose da non fare, a cominciare da evitare l’abuso di hashtag. Per Twitter, uno o due hashtag possono essere sufficienti. Ancora, non serve forzare la mano: “l’hashtag è pensato per essere inclusivo, condivisibile e facilmente rilevabile. Se non si adatta in modo naturale a un Tweet, sembrerà forzato e l’effetto sarà controproducente” spiegano dal social con l’uccellino. Non utilizzare solo lettere maiuscole: si rischia uno sgradevole effetto “urlo”.

Gli hashtag più usati del 2019

Su Twitter, nei primi sette mesi del 2019 gli hashtag più di successo sono riferiti a trasmissioni televisive –  come #Amici18, #TemptationIsland, #GameOfThrones e #Gf16. Per quanto riguarda la musica, #Sanremo2019 è stato il più condiviso. Decisamente vivace anche la politica, con hashtag come #Salvini, #M5S, #PD, #Lega, #dimaio e #conte tra i più popolari. In tema sport, vince il calcio con gli hashtag#juventus, #milan, #inter, #asroma, #juve, #seriea, #calciomercato e #sarri tra i più condivisi.