Italia, perché sempre più utenti si fidano dell’Open Banking?  

Cresce il numero di utenti italiani che si affida a soluzioni di Open Banking. Tanto che nel primo semestre 2024 si registra un tasso di successo nel processo di accesso ai dati dei conti correnti in aumento di 1,7 punti percentuali, raggiungendo il 49,2%. Un dato significativo che evidenzia una crescente fiducia verso questi servizi, coinvolgendo anche clienti di età maggiore come la Generazione X e i Baby Boomers.

Si osserva inoltre una riduzione nei profili a rischio più elevato, segnale di una clientela con caratteristiche finanziarie sempre più solide e orientata all’uso dell’Open Banking.

Analisi del settore secondo CRIF

Lo studio di CRIF, presentato durante l’evento annuale Tomorrow Speaks, delinea l’evoluzione dell’Open Banking in Italia, esaminando le abitudini e i profili dei consumatori. L’analisi ha coinvolto circa 180.000 clienti e quasi 240.000 conti correnti, monitorando un totale di 74 milioni di transazioni grazie ai servizi di account aggregation di CRIF attivi dal 2019 con autorizzazione AISP.

Secondo Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, l’Open Banking si sta sviluppando anche in Italia, pur con una velocità inferiore rispetto a mercati più avanzati come quello britannico. “Il tasso di accesso ai conti – afferma Capecchi – raggiunge ormai un utente su due, evidenziando una diffusione più ampia anche tra le generazioni meno giovani”.

Caratteristiche degli utenti “tricolori” 

L’uso dell’Open Banking in Italia si estende a utenti sempre più diversificati, con un aumento del 4,8% nella Generazione X e del 6,5% tra i Baby Boomers nel primo semestre dell’anno. Parallelamente, cresce la percentuale di utenti con redditi più elevati, mentre diminuisce la quota di persone con reddito inferiore ai 1000 euro mensili. Un altro trend interessante riguarda l’incremento degli utenti “Active to Credit”, già attivi nel mercato creditizio, che aumentano del 15% rispetto all’anno precedente.

Inoltre, si osserva una riduzione della quota di utenti a rischio alto, con un calo del 9% nel primo semestre 2024, frutto di una valutazione basata sui dati del Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF.

Verso l’Open Finance

Dal 2025, l’entrata in vigore del Regolamento europeo FIDA aprirà la strada all’Open Finance, permettendo l’accesso regolamentato a una gamma più ampia di prodotti finanziari, inclusi mutui, investimenti e assicurazioni. Questo sviluppo ambisce a creare un ecosistema integrato e collaborativo dove tutti i soggetti coinvolti, inclusi i nuovi Fornitori di Servizi di Informazioni Finanziarie (FISP), potranno cooperare per offrire servizi più personalizzati.

Antonio Deledda di CRIF sottolinea che “affrontare le sfide della sicurezza e della standardizzazione sarà fondamentale per il pieno successo dell’Open Finance in Italia”.