La Ue abolisce il roaming a pagamento fino al 2032

Il nuovo regolamento Ue, in vigore dal 1° luglio 2022, prolungherà per altri dieci anni il sistema esistente ‘Roam Like Home’, in scadenza il 30 giugno 2022, consentendo quindi ai cittadini europei di continuare a usare i propri telefoni cellulari quando si recano all’estero senza costi aggiuntivi rispetto alle tariffe nazionali. Ovviamente, all’interno del territorio della Ue. Le istituzioni Ue hanno infatti raggiunto l’accordo politico per estendere l’abolizione del roaming a pagamento fino al 2032.
I consumatori avranno anche diritto alla medesima qualità e velocità di connessione all’estero come nel proprio Paese, ovunque siano disponibili reti equivalenti.

Eliminare i supplementi e rendere gratuite le chiamate intra-Ue

Tra le novità previste dall’intesa, rientra anche l’accesso senza alcun costo aggiuntivo ai servizi di emergenza, sia tramite chiamata sia tramite sms, inclusa la trasmissione delle informazioni sulla posizione di chi chiama. Gli operatori delle Tlc saranno inoltre tenuti a fornire informazioni sul numero di emergenza europeo 112. Sono stati quindi risolti, seppur in parte, i nodi più delicati del negoziato, ovvero le chiamate intra-Ue e le tariffe di roaming all’ingrosso. Durante le trattative, gli eurodeputati hanno infatti spinto per eliminare i supplementi e rendere gratuite le chiamate intra-Ue effettuate dai cittadini europei a numeri di telefono di altri Paesi Ue, attualmente limitate a 19 centesimi al minuto. Un punto fortemente contestato dagli operatori.

Limitate progressivamente le tariffe di roaming all’ingrosso a 1 euro nel 2027

Inoltre, l’accordo con gli Stati membri prevede che la Commissione esamini la situazione e valuti se sia necessaria una ulteriore riduzione dei massimali. Le tariffe di roaming all’ingrosso, relative ai prezzi che gli operatori si addebitano a vicenda quando i loro clienti utilizzano altre reti durante il roaming nella Ue, dal 2022 saranno invece limitate a 2 euro per Gigabyte (Gb) fino a 1 euro nel 2027. Se i consumatori superano i limiti del contratto durante i loro viaggi, eventuali costi aggiuntivi non potranno essere superiori a queste soglie, riferisce Ansa.

Migliore qualità dei servizi e maggiore trasparenza per tutti i cittadini

“Viaggiare all’estero senza doversi preoccupare delle bollette telefoniche è una parte tangibile dell’esperienza del mercato unico della Ue – ha commentato il commissario Ue responsabile, Thierry Breton -. Stiamo garantendo una migliore qualità dei servizi e una maggiore trasparenza per tutti i cittadini della Ue”. Soddisfazione anche da parte del Parlamento europeo: “Stiamo creando un mercato del roaming più equo, concentrandoci in particolare sugli operatori più piccoli, riducendo in modo significativo i massimali all’ingrosso – ha aggiunto l’eurodeputata Angelika Winzig -. In qualità di capo negoziatore del Parlamento europeo, il mio obiettivo era migliorare significativamente la situazione per i consumatori”.

Consumi, tornano gli acquisti in negozio e aumenta l’ottimismo

Grazie alla campagna vaccinale i consumatori tornano allo shopping in-store: il 61% dei consumatori infatti è ottimista sul futuro, e chi è vaccinato lo è in misura maggiore (il 66% dei parzialmente vaccinati) rispetto a chi deve ancora ricevere il vaccino (il 43% dei non vaccinati). Anche le modalità di lavoro hanno influenzato i livelli di ottimismo, e chi lavora da casa o in modo ibrido è più ottimista (68%) rispetto a chi lavora fuori casa (58%). Insomma, con l’aumento dell’ottimismo i consumatori pianificano di spendere di più per le attività fuori casa, dagli acquisti in negozio all’intrattenimento ai viaggi. Si tratta di alcuni dati emersi dal sondaggio globale PwC 2021 Global Consumer Insights Pulse Survey.

Un impulso alla ripresa economica
Di fatto gli acquisti in negozio sono in ripresa, tanto che il 48% dei consumatori visita un negozio fisico almeno una volta alla settimana e il 72% è propenso a visitare un centro commerciale nei prossimi 6 mesi. I consumatori prevedono anche di spendere di più in generi alimentari (41%), moda (33%), e salute e bellezza (30%), dando così un ulteriore impulso alla ripresa economica.
Circa un terzo dei consumatori a livello globale (31%), poi,  prevede di aumentare la spesa per viaggi nei prossimi sei mesi, e l’82% di questi è almeno parzialmente vaccinato.

Prezzo e convenienza rimangono i fattori più importanti
Circa la metà (41%) degli intervistati però fa acquisti tramite smartphone almeno una volta alla settimana, soprattutto i millennial (50%). Inoltre, la sostenibilità è un fattore chiave nelle decisioni d’acquisto. Il 52% degli intervistati dichiara di essere più ‘ecologico’ rispetto a sei mesi fa, e la metà degli intervistati (51%) afferma di prendere in considerazione l’origine tracciabile e trasparente del prodotto che intende acquistare. Ma il prezzo e la convenienza rimangono i fattori più importanti. Circa il 70% dà priorità all’offerta migliore quando fa acquisti, e più della metà afferma che un servizio di consegna o ritiro efficiente è sempre o molto spesso rilevante.

L’importanza della protezione dei dati
In tutti i settori più di un consumatore su dieci non crede però che le aziende stiano rispettando i propri valori o mantenendo ciò che hanno promesso. E la fiducia dei consumatori è influenzata principalmente dal modo in cui le aziende utilizzano i dati. L’83% degli intervistati dichiara infatti che le pratiche di protezione influenzano la fiducia in un’azienda, e circa la metà (47%) afferma che l’uso dei propri dati è una priorità assoluta, molto più importante che ricevere una customer experience ‘su misura’. Inoltre, tre consumatori su cinque (59%) ritengono di essere diventati più protettivi nei confronti dei propri dati negli ultimi 6 mesi, e il 55% afferma di non essere disposto a scambiare i propri dati per un compenso o uno sconto.

Gift Card, un settore che cresce del 14% all’anno

Addio regalino dell’ultimo minuto o busta con i soldi, il “classicone” della zia che non sa cosa donare ai ragazzi: adesso non c’è più spazio per le incertezze. Per andare sul sicuro, c’è la gift card, così chi la riceve può utilizzarla per acquistare ciò che preferisce spaziando fra innumerevoli beni e servizi. Questa modalità di regalo sta registrando negli ultimi tempi un vero e proprio boom. Come rivela un recente studio realizzato dalla società Allied Market Research e denominato “Italy Gift Cards Market”, le card registrano un giro d’affari che passerà dai 5,7 miliardi di euro del 2020 ai quasi 16 miliardi entro il 2028 tra gift card fisiche e digitali con un CAGR (tasso di crescita annuale composto) del 14% e una forte polarizzazione verso il digitale. 

Cosa si compra con le card

In base ai dati dello studio, si scopre che le tipologie dei buoni acquisto più regalati a Natale vedono al primo posto le card relative alla ristorazione, seguite dalle gift card multi-brand e da quelle del travel. Le ricerche, però, mettono in luce come il buono acquisto sia uno dei regali più graditi non solo sotto l’albero. Uno studio condotto dalla società di consulenza canadese Leger per Blackhawk Network sul mercato USA in vista delle prossime festività natalizie ha mostrato come il 69% dei consumatori vorrebbe ricevere sotto l’albero una gift card con punte del 75% se andiamo ad osservare la Generazione X e i Millennials. La ricerca inoltre sottolinea come per Natale 2021 la capacità di spesa per i regali salirà del 17% rispetto al 2020, toccando quota 663 dollari e il 40% di questa somma verrà spesa per regalare gift card (+27% sull’anno precedente).

Non solo come regalo classico

In Italia esistono ancora ampi spazi di crescita per il settore delle gift card, dicono gli esperti. E non si tratta solo di una modalità per fare “semplici” regali, riporta Ansa. Attualmente il giro d’affari si concentra sui beni di consumo e sul commercio al dettaglio ma ci sono altri ambiti dove si prevede una crescita rilevante del business in futuro come la ristorazione, il wellness, il turismo (soprattutto in ottica post Covid-19) e il welfare aziendale dove il buono acquisto è uno strumento sempre più utilizzato per generare benessere e migliorare il clima lavorativo aziendale. Altrettanto ampio è poi il potenziale di sviluppo delle card digitali, che possono essere acquistate e regalate senza nemmeno dover uscire di casa o dall’ufficio.

Healthy food: non solo tendenza, ma segno di ripresa

Nel nostro ‘nuovo’ mondo domestico, la cucina spesso è il centro, e la spesa alimentare è sempre più forte sul bilancio familiare. In parte, abbiamo anche cambiato il nostro modo di fare la spesa, scoprendo nuovi punti vendita, valorizzando quelli vicini a casa, e imparando a fare la spesa online. Anche in virtù di queste nuove abitudini vediamo nel cibo e nella relazione con i prodotti alcuni trend che ormai consideriamo consolidati: il food come potenziamento, integrazione e prevenzione, la sempre maggiore ricerca di prodotti con vitamine, sali minerali, nutrienti benefici (i Super-Foods), il ritorno alla valorizzazione di sapori e ricette italiane e l’attenzione al bio, il Km0, e la sostenibilità. Insomma, l’healthy food è una nuova tendenza, ma è anche un segno di ripresa dai quasi due anni di pandemia.

Conseguenze e riflessi in vista della ‘nuova normalità’

Altri trend, molto in auge prima della pandemia, ora sono un po’ sottotono, come l’innovazione, la snackizzazione il Food-on the go, l’experience a tutti i costi, e la personalizzazione. Queste considerazioni portano a ‘distillare’ tre aree di conseguenze e riflessi in vista della ‘nuova normalità’. Innanzitutto, è indubbio che stiamo riportando al centro della nostra visione del mondo l’idea di una ‘sottrazione’, o di un ‘meglio a meno’, e quella di una deglobalizzazione, con l’apparente minore voglia di sperimentare il nuovo/lontano/esotico e un minore fascino per ciò che semplicemente costa o per l’innovazione fine a sé stessa.

Le ripercussioni sul consumer journey

Inoltre, la centralità sulla salute rafforza i legami tra salute e cibo, salute e ambiente, e salute e clima. Questo ha ovvie ripercussioni sul consumer journey, dove le nuove routine di acquisto si affermano come ‘alterazione delle abitudini’ e dilemma tra adeguamento e trasgressione. Non si dimentichi infatti che ricerca di cibi/marche premium e corsa al discount sono fenomeni egualmente in crescita. Terza area di conseguenza riguarda sia le aziende del settore alimentare, sempre molto sollecitate dalle novità così come dalla presenza quotidiana delle marche, sia i consumatori, che chiedono più innovazione e azioni sul territorio in logiche di sostenibilità, con attenzione all’ambiente.

La salute è la cosa più importante

La sostenibilità, oggi, deve essere ‘funzione’ prima ancora che etica deve essere ‘sistema’ di soggetti e di relazioni, perché un ‘cibo buono’ deve far bene a me, agli altri e all’ambiente oltre che essere vantaggioso. Quindi, in definitiva, la salute è la cosa più importante: lo stare bene porta salute, e per questo possiamo contare su scelte alimentari, di prodotti e di comportamenti orientati alla salute Vicini o lontani, anche gli altri devono essere una risorsa: siamo tutti connessi, lo abbiamo capito bene, e nessuno si salva da solo. Dobbiamo recuperare tempi e spazi, non necessariamente per fare più cose, ma per realizzare sogni, esperienze, immersioni, anche semplicemente per avere più tempo discrezionale.

Il Made in Italy del beauty cresce: bene export ed ecommerce

Il 2021 si preannuncia un anno positivo per il settore della cosmetica in Italia e vede una sostanziale crescita degli indicatori economici che sottolineano la realtà di un comparto pronto a raccogliere le sfide dei nuovi mercati e delle nuove abitudini d’acquisto. Infatti, i dati previsionali di chiusura esercizio segnano una crescita del 10,4% dei fatturati, che superano, nelle stime, gli 11.700 milioni di euro, agevolati dalla componente interna della domanda, +8,1%, ma soprattutto dalla ripresa delle esportazioni, +14%, segnale importante in chiave di continuità, ricordando che già alla fine del 2019 i mercati esteri avevano ridotto la domanda di prodotti cosmetici dall’Italia. Le stime sono il frutto dell’indagine congiunturale presentata dal Centro studi di Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese del comparto, che proietta nella seconda parte del 2022 il raggiungimento dei valori pre-crisi.

Le performance dell’online…

Se in generale tutti i canali di vendita sono positivi, è quello online a registrare le migliori performance. Le vendite sul web ribadiscono il radicamento nelle abitudini di acquisto di cosmetici maturate durante i lockdown. I primi sei mesi del 2021 hanno confermato le importanti dinamiche di sviluppo dell’ecommerce che portano ad una proiezione di fine anno a oltre 900 milioni di euro di consumi e un incremento del 29,7 sull’anno precedente. Infatti, il futuro è sempre più omnicanale, cioè un modello che sfrutta l’integrazione armoniosa di processi e sistemi retail per offrire customer experience personalizzate.

… e dell’export 

Per quanto concerne il primo semestre del 2021, l’export del settore cosmetico cresce di oltre 19 punti percentuali, portando a una proiezione di fine anno prossima al +14%. Le difficoltà degli scambi commerciali hanno impattato sulle destinazioni: la diversificazione dei mercati esteri è stata parzialmente compensata da un rafforzamento dei principali partner europei, oltre che gli storici Stati Uniti e Hong Kong. Infatti, le prime dieci destinazioni per valore dell’export cosmetico italiano registrano ritmi sostenuti di crescita, ad eccezione del Regno Unito che soffre gli effetti commerciali della Brexit. Nello specifico, si registra al primo posto la Francia (262 milioni di euro e +6,6%), segue la Germania (232 milioni di euro e +11,4%), gli Stati Uniti, prima destinazione extra europea (229 milioni di euro e +15,9%) e Regno Unito (121 milioni di euro e -0,1%). Di rilevanza al sesto posto Hong Kong che, con una crescita di oltre il 44%, porta ad un valore dell’export cosmetico italiano a 155 milioni di euro e gli Emirati Arabi Uniti, nona destinazione con un +62,1% rispetto al semestre precedente, che registrano un valore dell’export prossimo ai 73 milioni di euro.

Bando Nuova impresa: 4 milioni di contributi per rilanciare l’economia lombarda

Per favorire la ripresa e il rilancio dell’economia lombarda, duramente colpita dalla pandemia da Covid-19, la Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo hanno promosso il bando dal titolo ‘Nuova impresa’, che sostiene l’avvio di nuove imprese lombarde e l’autoimprenditorialità, e favorisce il ricollocamento dei soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro. Il bando mette complessivamente a disposizione 4 milioni di euro a fondo perduto, in particolare, il contributo è del 50% sulle spese ammissibili, fino a un massimo erogabile di 10.000 euro.

Un fondo perduto per la costituzione e l’avvio di nuove imprese

Il contributo a fondo perduto di 4 milioni di euro è a parziale copertura delle spese per la costituzione e l’avvio di nuove imprese, l’acquisto di beni strumentali, di software e hardware, oltre alla copertura dei canoni di locazione, e la copertura delle spese generali e di comunicazione. Le tipologie di nuove aziende ammissibili rientrano nel settore commercio, nel terziario, manifatturiero e gli artigiani dei medesimi settori. Inoltre, possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese lombarde costituite a partire dal 27 luglio scorso.

“È tempo di lasciarsi alle spalle la crisi e ricominciare a investire sul proprio futuro”

“Con questa iniziativa le Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia proseguono lo sforzo comune per incentivare e sostenere lo spirito imprenditoriale lombardo – ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio -. È tempo di lasciarci alle spalle la crisi e ricominciare a investire sul proprio futuro e di fare nuova impresa”, ha sottolineato Auricchio.
“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi – si è sempre schierata al fianco delle imprese, e oggi con questa ulteriore misura vogliamo ribadire con forza e convinzione che la Lombardia è la casa delle partite Iva, luogo in cui chiunque abbia un’idea può realizzarla, anche con il supporto e l’aiuto di Regione Lombardia”.

Le domande vanno presentate dal 1° dicembre fino al 20 dicembre 2021

Le domande per l’ammissione al bando possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dal 1° dicembre 2021 fino al 20 dicembre 2021. Il testo completo del bando con l’elenco completo dei codici ATECO primari ammissibili per i settori manifatturiero, commercio (inclusi i pubblici esercizi), terziario, albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia e delle imprese artigiane previste dal Bando sono pubblicati sul sito www.unioncamerelombardia.it.

L’algoritmo Mum potenzia le ricerche su Google. Grazie all’AI

“Oggi ci sono più informazioni accessibili rispetto al passato e i progressi nell’Intelligenza Artificiale trasformeranno radicalmente il modo in cui utilizziamo tali informazioni”, spiega Prabhakar Raghavan, Senior Vice President di Google in occasione dell’evento annuale in streaming Search On. Google vuole potenziare ulteriormente il suo motore di ricerca, e spinge l’acceleratore sull’Intelligenza Artificiale. Questa volta la parola chiave è Mum, acronimo di Multitask Unified Model, un nuovo algoritmo in grado di fornire risultati anche alle richieste più complesse in termini di contenuti, video e immagini.

Novità per l’app Lens anche per i video

Le novità presentate da Google durante Search On arriveranno nei prossimi mesi per tutti gli utenti del motore di ricerca. La prima riguarda la ricerca per immagini attraverso Lens, l’app lanciata nel 2017. Più in particolare, basterà toccare l’icona dell’app per inquadrare la foto di ciò che stiamo cercando, come ad esempio una bici o una maglietta, per chiedere a Lens di trovare qualcosa simile o di averne una descrizione dettagliata. Si tratta di una modalità di ricerca ‘inquadra-e-chiedi’, che potrà rendere più facile anche trovare il punto esatto all’interno di un video che ci interessa. Quanto ai video, il nuovo algortimo Mum consentirà di trovare argomenti correlati all’interno di un filmato, anche quelli che non sono esplicitamente menzionati. Questo è possibile “in base alla comprensione avanzata delle informazioni nel video”, dichiara Google.

Arriva la funzionalità ‘Cose da sapere’

La prima versione di questa funzione verrà lanciata nelle prossime settimane, “con ulteriori miglioramenti visivi in arrivo nei prossimi mesi”, spiega Google. I progressi nell’Intelligenza Artificiale, porteranno poi anche a una pagina di Ricerca rinnovata e più visiva, che comprenderà la funzionalità ‘Cose da sapere’, per approfondire nuovi argomenti, anche personalizzandoli a seconda dell’utente. D’altronde, lo slogan scelto per promuovere l’appuntamento annuale dedicato alle novità quest’anno è: ‘Ogni risposta porta a una nuova domanda’.

Con Address Maker chi non ce l’ha può avere un indirizzo

Arrivano poi su Google Maps anche il dettaglio degli incendi e delle informazioni sul clima, ma anche la possibilità per chi non ce l’ha di avere un proprio indirizzo grazie all’app Address Maker. Il test è già partito in alcune comunità africane, riporta Ansa.  “Con l’Intelligenza artificiale di Google e le informazioni sulla mappatura – aggiunge ancora la società di Mountain View durante l’evento Search On -, le persone e le organizzazioni di tutto il mondo possono accedere a informazioni utili e affidabili, necessarie per fare progressi nell’affrontare sfide globali come il cambiamento climatico”.

I nuovi manager? Devono essere dei remote leader

Lo smart working, entrato prepotentemente nelle nostre vite professionali, pare essere destinato a proseguire anche oltre l’emergenza pandemica. Da necessità, il lavoro da remoto è diventato una nuova modalità. Per fare una fotografia di quello che è accaduto a livello italiano, un recente studio evidenzia che il 72% delle imprese ha introdotto o potenziato il lavoro a distanza per tutti o per una parte dei dipendenti con l’inizio della pandemia, e l’86% di queste ha continuato a operare con questa modalità nel 2021, con i due terzi che proseguiranno anche in futuro. Lo evidenzia l’Hr Trends & Salary Survey 2021, la ricerca condotta da Randstad Professionals – la divisione specializzata nella ricerca e selezione di middle, senior e top management di Randstad – in collaborazione con l’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica, che tra l’1 marzo e il 7 giugno 2021 ha intervistato 350 direttori Hr italiani sulle principali tendenze nelle risorse umane.

Le doti dei manager a distanza

Ovviamente il lavoro da remoto ha rivoluzionato anche le doti che oggi vengono richieste ai manager, che devono esprime la loro leadership a distanza. Oltre alla capacità di ascolto e all’empatia, caratteristiche condivise con i manager tradizionali e considerate fondamentali rispettivamente dal 26% e dal 23% dei direttori Hr, ai nuovi ‘remote leader’ sono richieste capacità di comunicare efficacemente (24%) e di coinvolgere i collaboratori (19%), abilità di gestione e pianificazione (17%, +13% rispetto ai leader tradizionali), affidabilità e capacità di costruire legami di fiducia (12%, +7%) e attenzione alla misurazione dei risultati (11%, assente fra i leader tradizionali).

Le sfide del prossimo futuro

“La pandemia e la diffusione dello smart working hanno cambiato anche le priorità sul tavolo dei direttori Hr. La principale sfida che dovranno affrontare nel 2021 è infatti la creazione e il mantenimento di un buon ambiente di lavoro che tenga conto delle specificità del lavoro a distanza o ibrido (52%, +11% rispetto al 2020), seguita dall’impegno per trattenere i migliori talenti già presenti in azienda (46%, +6%) e dall’incremento delle performance e della produttività (46%, stabile rispetto allo scorso anno, quando era in prima posizione)” riporta lo studio di Randstad. Nella fase di selezione dei candidati da inserire in azienda le caratteristiche più ricercate sono competenze professionali specifiche del ruolo (66%), attitudini relazionali e comunicative (59%), capacità di lavorare in team (54%) e esperienza lavorativa nel settore (49%).

Social e percezione del proprio corpo, problemi per 1 ragazza su 3

I social potrebbero non essere proprio i migliori compagni di crescita per le ragazze. Lo rivelano le dirette interessate: una su tre, infatti, ha mostrato disturbi relativi alla percezione del proprio corpo, disturbi collegati direttamente all’utilizzo di Instagram e Facebook. A dirlo è proprio una ricerca interna alla famiglia di social che fa capo a Mark Zukerberg, ricerca svelata attraverso le pagine del Wall Street Journal.

Il prezzo del successo

Il problema riguarda in particolar modo Instagram, la piattaforma che più delle altre si basa sulle immagini e che ha lanciato un’infinità di influencer. Ovvio che l’obiettivo del social sia vincere la “concorrenza” dei competitor, come Snapchat e Tik Tok, e per questo nel corso degli anni tra storie e reel il bombardamento di immagini, video, contenuti sponsorizzati o meno è diventato davvero imponente.Sotto il profilo dell’azienda, un successo: i più giovani adorano Instagram (e anche per questo lasciano Facebook), tanto che la platea è di un miliardo di utenti al mese. Ma, come in tutte le cose, c’è forse un rovescio della medaglia: “La tendenza a condividere solo i momenti migliori, gli scatti più curati, i corpi più perfetti, può creare problemi a chi non è attrezzato per sfuggire a impietosi paragoni” riporta Adnkronos. E secondo diversi gruppi di attivisti i danni sarebbero subito soprattutto da preadolescenti e adolescenti.

I pericoli per le più giovani

E’ stato lo stesso gruppo di Facebook ha condurre delle ricerche su questi temi e ora i dati, frutto di tre anni di raccolta, sono stati condivisi dal Wall Street Journal. In effetti, le analisi fatte in casa dal social hanno evidenziato i potenziali pericoli di Instagram per la salute mentale delle ragazze adolescenti. Secondo le ricerche, almeno una ragazza su tre ha rivelato di aver sviluppato disturbi della percezione del proprio corpo collegati all’uso di Instagram, e in molti hanno ammesso che l’uso del social provocava angoscia e un aumento di tendenze depressive. Come è emerso da presentazioni aziendali a uso interno “Il 32% delle adolescenti hanno dichiarato che nel momento in cui si sentivano insicure riguardo al loro corpo, Instagram le ha fatte sentire peggio” e ancora “Abbiamo peggiorato l’immagine di sé di una ragazza su tre”

“Modificare quella parte della cultura di Instagram troppo focalizzata sull’esteriorità”

Anche il paragone con i competitor è impietoso: come scrive Adnkronos, sui report si legge che  “Il confronto è peggiore su Instagram”, che TikTok è “collegato alla performance” e Snapchat è “protetto dall’uso di filtri giocosi”. Karina Newton, a capo dei rapporti con il pubblico di Instagram, ha spiegato in un post che sono allo studio nuovi sistemi per spingere gli utenti a non cadere in fissazioni malsane: “Stiamo esplorando dei modi per invogliare gli utenti a esplorare diversi argomenti, proponendo contenuti che siano di ispirazione e conforto, e siamo ottimisti che questo possa aiutare a modificare quella parte della cultura di Instagram troppo focalizzata sull’esteriorità”. 

Twitter, con Super Follows i creatori guadagnano con gli abbonamenti

Twitter lancia ufficialmente la funzione Super Follows, che consente ai creatori di vendere abbonamenti per l’accesso a contenuti speciali.
Personaggi famosi, musicisti, attori, influencer, giornalisti, esperti ora potranno offrire contenuti ai propri abbonati a una tariffa compresa tra i tre e i 10 dollari al mese. La piattaforma non percepirà più del 3% degli abbonamenti come commissione di transazione fino a quando un creatore non raccoglierà 50.000 dollari, a quel punto la quota di Twitter salirà al 20%.  L’esperimento parte da Usa e Canada, ed è al momento valido per l’app Twitter su piattaforma iOs. In seguito sarà disponibile anche sugli smartphone dotati di software Android, riporta Ansa

Creare un livello extra di conversazione

Insomma, Super Follows è un nuovo modo di guadagnare entrate mensili condividendo contenuti riservati agli abbonati con i loro follower su Twitter. “Con Super Follows, le persone possono creare un livello extra di conversazione su Twitter condividendo Tweet bonus, e altro ancora, per interagire in modo autentico con i follower più coinvolti. Il tutto guadagnando denaro”, spiega in un post di Twitter Esther Crawford, product manager della piattaforma.
La creazione di contenuti Super Follows è per chiunque intenda guidare la conversazione pubblica su Twitter, inclusi attivisti, giornalisti, musicisti, scrittori, giocatori, appassionati di astrologia, esperti di bellezza, comici, e tanti altri.

Interagire con i Super Follower cercando il badge Super Follower

Attraverso Super Follows, le persone possono impostare un abbonamento mensile di 2,99, 4,99 o 9,99 dollari al mese per monetizzare bonus, e contenuti ‘dietro le quinte’ per i loro follower più coinvolti. E i follower ottengono un accesso extra speciale ai loro pensieri non filtrati, anteprime anticipate e conversazioni riservate agli abbonati dai loro account preferiti.
“I creatori possono trovare e interagire con i loro Super Follower cercando il badge Super Follower. Questi badge pubblici verranno evidenziati sotto il nome dei Super Follower ogni volta che rispondono al Tweet di un creator”, aggiunge Crawford.

Chi può impostare un abbonamento? 

“Abbiamo appena iniziato e quindi per ora, un piccolo gruppo negli Stati Uniti che ha presentato domanda può impostare un abbonamento Super Follows – spiega ancora Esther Crawford -. Le persone possono continuare a fare domanda per iscriversi alla lista d’attesa per configurare un abbonamento Super Follows aprendo la barra laterale sulla timeline principale, toccando Monetizzazione, quindi selezionando Super Follows. Per essere idoneo per la lista d’attesa in questo momento, devi avere 10K o più follower, avere almeno 18 anni, aver twittato 25 volte negli ultimi 30 giorni, essere negli Stati Uniti e seguire la nostra politica sui super follower”.