Author Archives: Gerardo Tartaglia

Come trasformare lo stress del manager in energia positiva?

Lo stress è una tensione fisica e mentale che non è necessariamente negativa. Anzi, può fungere da catalizzatore e motivare ad affrontare le sfide, migliorare le prestazioni e aumentare la mental agility.
Questa dimensione positiva prende il nome di ‘eustress’, mentre la connotazione negativa nello stress è chiamata ‘distress’, e a lungo termine può danneggiare l’individuo.

Cegos ha individuato 10 Best Practice per trasformare lo stress da leva negativa a punto di forza. La prima è quella di rilassarsi per contrastare la pressione, magari attraverso tecniche benefiche fisiche o mentali, mentre la seconda è riconoscere i fattori di tensione da digitalizzazione. La costante reperibilità e il sovraccarico di informazioni possono infatti causare stress.
Identificare le fonti di tensione, cercando maggior equilibrio e supporto fra colleghi, può migliorare benessere generale e produttività.

Adattarsi alla digitalizzazione con la resilienza

Si può allenare la propria resistenza psicologica alle difficoltà per trarne energia positiva. Tecniche specifiche aiutano anche a capitalizzare il passato, guardare al futuro con ottimismo e gestire la vita in modo più positivo.
Tra i primi obiettivi da porsi, vi è quello di lasciare la ‘lista delle cose da fare’ in ufficio, tracciando una linea di demarcazione chiara tra vita professionale e privata.

Stare insieme alla famiglia è considerato un efficace antistress, e mantenere le connessioni sociali, insieme all’attività fisica, è uno dei modi migliori per rilassarsi. Accortezze come introdurre pause dal cellulare o informare il team sulle fasce orarie in cui si può essere reperibili, consentono di pianificare meglio le proprie attività e vivere pienamente il tempo che si dedica agli affetti.

Impiegare in maniera corretta lo smartworking

Lo smartworking ha ridotto il tempo per recarsi in ufficio e ha permesso ai lavoratori di gestire meglio il proprio work-life balance. Tuttavia, questa possibilità richiede una certa disciplina per mantenere un confine ben delineato tra lavoro e privato.

Attività ludiche e sportive possono poi aiutare a calmare i nervi e i pensieri negativi. È importante, però, avere anche periodi di riposo e divertimento: noia e inazione stimolano la creatività, fondamentale per risolvere problemi quotidiani più o meno complessi.
Inoltre, l’organizzazione del time management aiuta a pianificare appuntamenti privati e professionali, riducendo la pressione. Sapere quando dire ‘no’ contribuisce a evitare sprechi di tempo e godersi quello libero.

Puntare su chiarezza e dialogo

Quando si è stanchi di non essere adeguatamente riconosciuti e ricompensati è importante richiedere un confronto chiarificatore con i superiori. Anche svolgere attività inferiori al proprio potenziale, riporta Adnkronos, può essere pericoloso quanto lo stress costante. Questo fenomeno, noto come bore-out, può causare insoddisfazione, svogliatezza e depressione.

Ultimo consiglio: è importante condividere esperienze con persone che la pensano allo stesso modo, o disposte a capitalizzare eventuali divergenze di pensiero, per identificare i momenti di stress e trovare soluzioni costruttive. Evitando lamentele, e avendo sempre l’obiettivo di migliorare il proprio benessere, si contribuisce a un ambiente di lavoro più positivo e produttivo per tutti.

Nel 2035 la tecnologia sarà intelligente e generativa

La prima edizione dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nel corso del convegno dal titolo ‘Imaging Distant Futures: Human Wellbeing in the era of Intelligent Technologies (2035)’, ha provato a immaginare ‘i futuri distanti’ negli ambiti Purposeful Nest, Meaningful Production e Relational Proximity.

Oltre all’Intelligenza artificiale generativa, altre tecnologie emergenti potenzieranno infatti molte esperienze della quotidianità. E nel 2035 la maggior parte delle tecnologie sarà intelligente e generativa, in grado di rendere più efficienti le attività e migliorare il benessere delle persone, dalla cura personale all’alimentazione, dall’intrattenimento alla socialità.

Futuri vicini e futuri distanti

In tali futuri desiderabili, anche la relazione con l’attività lavorativa sarà contraddistinta da maggiore varietà consentendo a ciascun individuo di coltivare diverse occupazioni e quini costruire un’identità poliedrica.

Mentre i futuri vicini prendono spunto da fenomeni attualmente visibili e robusti (ad esempio, trend tecnologici, dinamiche di mercato), i futuri distanti si basano da un lato sull’intelligenza collettiva nel riconoscere segnali deboli e sorprendenti, dall’altro sull’immaginazione morale.
In altre parole, i futuri distanti emergono da un atteggiamento progettuale nei confronti del futuro.

Il benessere umano al centro

“In questa prima edizione dell’Osservatorio ci siamo concentrati sul tema del benessere umano nell’era delle tecnologie intelligenti – spiega Emilio Bellini, direttore dell’Osservatorio  -. Mettere la persona al centro è il primo passo verso una salute e un benessere a misura d’uomo”.

I futuri distanti nell’ambito Purposeful Nest enfatizzano la centralità del benessere personale, la necessità di coltivare un’identità multiforme, impegnandosi in più occupazioni, rifiutando identità ed etichette basate sulla carriera.
Empatia, comunità e connessione umane autentiche diventano elementi fondamentali affinché i contributi individuali abilitino il raggiungimento di obiettivi collettivi. La tecnologia diviene il fattore abilitante per ogni scelta consapevole, utile a bilanciare differenti occupazioni, migliorare la comunicazione e rispettare privacy e legalità.

Lavoro di senso e relazioni personali

I futuri distanti elaborati nell’ambito Meaningful Production prospettano nel 2035 ambienti di lavoro più appaganti, supportati da modelli ibridi e dall’AI. Il futuro delle organizzazioni dipenderà dalla capacità di diventare luoghi di apprendimento permanente, promuovendo un cambiamento culturale basato su valori e merito. Il tempo del lavoro e della vita personale saranno sempre più integrati, senza distinzione rigida. Le aziende dovrebbero creare le condizioni perché le persone possano armonizzarli il più possibile e utilizzare la tecnologia per liberare gli individui da attività senza valore.

Nell’ambito Relational Proximity emerge l’esigenza di un rapporto più equilibrato tra uomo e natura, in cui la tecnologia favorisca da un lato le connessioni fisiche e il benessere personale, e dall’altro un maggiore rispetto dell’ambiente. Si affermerà il concetto di inclusività a tutto tondo, nel promuovere l’innovazione guidata da uno scopo per contribuire allo sviluppo umano.

Estate 2024: Rimini si conferma il mare preferito dagli italiani 

Con un punteggio complessivo di 2.987 voti, Rimini si conferma la regina delle destinazioni balneari per l’estate 2024, secondo la classifica di Panorama Turismo – Mare Italia dell’Osservatorio Italiano di Jfc. Al secondo posto si posiziona la veneta Jesolo con 2.961 voti, seguita dalla new entry siciliana San Vito Lo Capo con 2.906 punti. La romagnola Riccione, con 2.808 punti, mantiene il quarto posto dello scorso anno, mentre la sarda Alghero conferma la quinta posizione con 2.520 punti. La toscana Forte dei Marmi conquista una nuova posizione con 2.367 punti.

Chi sale e chi scende

Cervia-Milano Marittima perde quattro posizioni, arrivando a 2.224 voti. Tropea, una new entry, si piazza all’ottavo posto con 1.983 punti, seguita da Gallipoli che, con 1.836 punti, perde tre posizioni rispetto allo scorso anno. Villasimius, con 1.770 punti, scende di cinque posizioni.

Obiettivo relax e green

Jfc ha stilato anche classifiche tematiche. Tra le destinazioni balneari più “rilassanti e tranquille” prevale la Sardegna: Orosei è al primo posto con 1.111 punti, seguita da Villasimius con 1.021 punti e Budoni, che mantiene la terza posizione con 987 punti.

Per le destinazioni più “green”, San Vito Lo Capo conquista il primo posto con 1.112 punti, seguita da Alghero con 1.102 punti e dalla new entry Pula con 956 punti.

Le destinazioni preferite dai vari target 

Rimini è al primo posto anche tra le destinazioni più adatte alle famiglie con bambini, con 898 punti. Segue Cattolica con 856 punti e Alba Adriatica con 807 punti, che guadagna otto posizioni rispetto allo scorso anno.

Inoltre Rimini guida la classifica delle destinazioni balneari più divertenti per i giovani con 1.178 punti, seguita da Riccione con 854 punti e Gallipoli con 833 punti. Jesolo conferma la quarta posizione con 812 punti. Queste posizioni sono rimaste stabili nell’ultimo biennio.
Gallipoli è infine la meta più di tendenza e alla moda con 1.003 punti, seguita da Porto Cervo con 989 punti e Riccione con 978 punti.

La Sardegna è la località più desiderata

Tra le regioni più desiderate, la Sardegna è in testa con il 17,6% delle preferenze, seguita dalla Puglia con il 14% e dalla Sicilia con l’11,2%. La Calabria si colloca al quarto posto con l’8% delle preferenze, seguita dalla Toscana con il 7,4% e dall’Emilia Romagna con il 6,6%.

Per concludere

Questa classifica riflette le preferenze degli italiani per le destinazioni balneari e mostra come alcune località emergenti stiano guadagnando popolarità, mentre altre consolidano le loro posizioni. La Sardegna si conferma una delle mete più ambite, grazie alla sua combinazione di bellezze naturali e servizi di alta qualità. La tendenza a cercare destinazioni “green” e adatte alle famiglie evidenzia un crescente interesse per vacanze sostenibili e sicure.

Italiani e auto, quali sono i trend del settore?

L’auto privata continua a occupare un posto privilegiato nel cuore degli italiani, con quasi tre persone su quattro che la utilizzano regolarmente. Nonostante le sfide economiche, l’auto rimane il mezzo di trasporto più pratico e flessibile, soprattutto per gli usi lavorativi e misti. Oggi il 25% degli italiani, prima di acquistare un’auto nuova, prende in considerazione brand asiatici e cinesi. Questo è quanto emerge dall’indagine annuale sulla mobilità degli italiani condotta da Aniasa e Bain & Company.

Le scelte di mobilità si basano su praticità e comfort 

L’analisi evidenzia che praticità e comodità sono i principali driver nelle scelte di mobilità dei consumatori. L’automobile risponde in modo ottimale a queste esigenze, offrendo flessibilità, accessibilità e comfort che altri mezzi di trasporto spesso non possono eguagliare. Questa preferenza è particolarmente marcata in contesti dove i trasporti pubblici sono meno efficienti o accessibili.

Anche con lo smart working non si rinuncia alla macchina

Una delle componenti della ripresa della mobilità sulle strade nel post-pandemia è che il lavoro da remoto si è stabilizzato su una media di 1,6 giorni alla settimana. Gli spostamenti per motivi di lavoro rimangono una componente importante della mobilità quotidiana, poiché molti lavoratori devono recarsi in ufficio alcuni giorni alla settimana o per specifiche esigenze professionali. In questo scenario ibrido di flessibilità e adattabilità, i mezzi di trasporto sono cruciali.

Le politiche a favore dell’automotive

L’attesa di un calo dei prezzi delle auto e il timore per problemi di reddito presenti o futuri rendono l’acquisto di un’auto un investimento sempre più impegnativo e rischioso, che si tende a rinviare. Gli incentivi governativi e gli sconti continuano a essere i principali strumenti richiesti dai consumatori per considerare il cambio della vettura, evidenziando l’importanza delle politiche di sostegno economico per il mercato automobilistico.

La riduzione o l’azzeramento degli incentivi avrebbe un impatto negativo sulle vendite, sottolineando la necessità di una politica di supporto continuativa per favorire la transizione verso una mobilità sostenibile.

Cala l’appeal delle auto elettriche, sale per i i modelli cinesi 

L’analisi rileva una crescente esitazione verso l’acquisto di auto elettriche. I consumatori sono scoraggiati dalle difficoltà legate alla ricarica e dalla percezione di scarsa sicurezza delle vetture elettriche. Questo rappresenta un ostacolo significativo per la diffusione di veicoli più ecologici.

Un’altra tendenza emergente nel mercato automobilistico italiano è l’aumento dell’interesse per le auto cinesi e asiatiche. La percentuale di italiani che considera l’acquisto di un’auto cinese è salita in un anno dal 17% al 25%. I produttori cinesi e asiatici hanno migliorato significativamente la qualità e l’affidabilità dei loro veicoli, grazie a investimenti in ricerca e sviluppo. Il prezzo competitivo delle auto asiatiche è un fattore chiave che ne favorisce l’adozione, rendendole un’alternativa più accessibile senza compromettere la qualità.

Selezione del personale, quanto peserà l’IA nel recruitment?

Una recente indagine di LinkedIn, denominata “Future of Recruiting,” ha rivelato che i professionisti del reclutamento in Europa e negli Stati Uniti vedono l’intelligenza artificiale (IA) come un fattore chiave per il futuro del settore. Lo studio ha coinvolto oltre 2.500 esperti, di cui il 73% ha sottolineato l’importanza di tenersi aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche per mantenere un vantaggio competitivo.

L’intelligenza artificiale nei processi di selezione

Quasi la metà degli intervistati (45%) prevede un aumento dell’uso dell’IA e dell’automazione nei processi di selezione nei prossimi 3-5 anni. Questo trend, riferisce Adnkronos, è supportato dall’incremento del 14% di professionisti che hanno aggiunto competenze legate all’IA ai loro profili LinkedIn nell’ultimo anno.

Inoltre, il 62% dei professionisti del settore vede positivamente l’impatto dell’IA, grazie ai benefici in termini di tempo risparmiato per interazioni umane, miglioramento della produttività e facilitazione nel coinvolgimento dei candidati.

Mercato del lavoro, obiettivo resilienza

Nonostante un rallentamento generale delle assunzioni, l’87% dei recruiter in Europa e negli Stati Uniti si dichiara fiducioso riguardo alla solidità e alla resilienza del mercato del lavoro. Questa fiducia spinge molti di loro a esplorare attivamente le tecnologie emergenti: oltre un terzo (35%) sta già sperimentando l’IA generativa per restare al passo con i rapidi cambiamenti del settore.

L’IA per migliorare l’efficienza

Per aumentare l’efficienza dei recruiter e migliorare la loro capacità di connettersi con i candidati, LinkedIn ha introdotto strumenti di intelligenza artificiale come la messaggistica assistita dall’IA. Questo strumento ha dimostrato risultati promettenti, con un aumento del 40% del tasso di accettazione delle InMail e una riduzione del 10% nei tempi di risposta. Circa il 74% degli utenti ha risparmiato tempo grazie a questa tecnologia, e molti trovano che contribuisca significativamente a rafforzare le connessioni con i candidati.

Più offerte su LinkedIn

LinkedIn continua a migliorare le sue offerte con funzioni innovative come i messaggi assistiti dall’IA, ora disponibili in più lingue. Inoltre, ha lanciato un progetto pilota su LinkedIn Learning che utilizza l’IA per fornire consulenza personalizzata. Gli utenti possono interagire direttamente con istruttori selezionati su temi specifici, ricevendo risposte su misura che tengono conto della loro carriera e delle competenze desiderate.

Conclusioni

L’indagine “Future of Recruiting” di LinkedIn dimostra che l’intelligenza artificiale sta diventando un elemento cruciale nel settore del reclutamento. Con l’adozione crescente di strumenti IA, i recruiter possono migliorare la loro efficienza, risparmiare tempo e creare connessioni più solide con i candidati. La fiducia nella resilienza del mercato del lavoro e l’esplorazione delle tecnologie emergenti segnano un futuro promettente per il settore del reclutamento.

Internazionalizzare e digitalizzare: le chiavi per il successo delle Pmi italiane

Secondo uno studio realizzato da TiLinko, il tasso di penetrazione media dell’accesso a Internet nella sola Unione Europea è dell’89,9%. Le Pmi sono quindi costrette a investire nella digitalizzazione per garantirsi una fetta di questo enorme mercato, ma anche per rendere più efficienti tutti i processi produttivi, di sviluppo e accesso ai mercati.
Inoltre, con la giusta strategia digitale, le Pmi possono raggiungere nuovi livelli di successo, adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione.

Insomma, la digitalizzazione è fondamentale per le Pmi che desiderano internazionalizzarsi e crescere in un mercato globale. Sfruttare le tecnologie digitali permette alle aziende di espandere la presenza internazionale, migliorare l’efficienza operativa e aumentare la competitività.

Infrastruttura digitale e presenza online

Una solida infrastruttura digitale è essenziale per supportare crescita ed espansione. Questa include un sito web ben progettato, sistemi di gestione aziendale integrati e piattaforme di e-commerce che permettono di raggiungere clienti in tutto il mondo.
La presenza online consente alle Pmi di accedere a nuovi mercati senza la necessità di una presenza fisica immediata, riducendo così i costi iniziali di espansione.

Inoltre, la digitalizzazione offre strumenti per automatizzare processi aziendali, migliorare la comunicazione interna ed esterna, e analizzare dati per prendere decisioni informate. Ad esempio, l’uso di software gestionali (CRM) aiuta le Pmi a mantenere relazioni solide con i clienti, gestire le vendite e ottimizzare le campagne di marketing.

Social media marketing e analisi dei dati

Per entrare nei mercati esteri occorre adottare strategie mirate: un sito web multilingue è fondamentale per raggiungere un pubblico globale, e ottimizzarlo per i motori di ricerca internazionali (SEO) assicura visibilità a potenziali clienti di tutto il mondo.

I social media sono un altro strumento potente per creare una presenza globale, perché permettono l’interazione diretta con i clienti, la creazione di una community e la promozione del brand a livello internazionale. Le campagne di marketing digitale possono poi essere personalizzate per i diversi mercati.
L’uso di strumenti di analisi dei dati è inoltre cruciale per monitorare le prestazioni delle strategie digitali. Un approccio data-driven permette di ottimizzare le risorse e massimizzare l’efficacia delle campagne di internazionalizzazione.

ERP, CRM, e-commerce, AI

Diversi strumenti e tecnologie supportano le Pmi nella trasformazione digitale e l’internazionalizzazione. I sistemi di gestione aziendale (ERP) integrano tutte le funzioni aziendali in un’unica piattaforma, migliorando la gestione di risorse e processi, e le soluzioni di customer relationship management (CRM) sono essenziali per mantenere relazioni solide con i clienti e gestire le interazioni in modo efficiente.

Le piattaforme di e-commerce consentono poi di vendere i propri prodotti online, raggiungendo clienti in tutto il mondo senza la necessità di una rete di negozi fisici.
Gli strumenti di marketing digitale e le piattaforme di social media marketing permettono di creare campagne pubblicitarie mirate e misurare l’efficacia delle strategie in tempo reale. Inoltre, l’utilizzo di tecnologie come AI e machine learning offrono insight preziosi per personalizzare l’esperienza del cliente, e migliorare l’efficacia delle operazioni aziendali.

Perché l’Intelligenza artificiale migliora le performance ESG delle aziende?

Sono sempre di più le organizzazioni che intraprendono cambiamenti a lungo termine per promuovere un futuro sostenibile. E se le policy ESG stanno diventando sempre più importanti nelle decisioni di investimento e nelle operazioni di M&A, l’Intelligenza artificiale permette di accrescere le competenze delle organizzazioni nel promuovere processi ambientali, sociali e di governance, affrontare le sfide della sostenibilità e costruire un futuro sostenibile.

Ma nonostante l’impatto positivo e il potenziale dell’AI nelle pratiche di sviluppo sostenibile, secondo Kaspersky non bisogna dimenticare i rischi associati all’introduzione di questa nuova tecnologia.

L’impatto ambientale

Di fatto, gli algoritmi di AI e machine learning possono contribuire a rafforzare l’impegno delle aziende in materia di gestione ambientale, perfezionando le strategie per affrontare in modo efficace i problemi di sostenibilità.

Le aziende possono, ad esempio, monitorare l’impiego e il consumo di energia grazie a modelli di AI, ottimizzando le impostazioni di utilizzo per ridurre le emissioni. Lo studio dell’Unione Europea sottolinea il potenziale di trasformazione di questo approccio, prevedendo un risparmio energetico fino al 15%.
Ma l’impiego di algoritmi di AI offre alle aziende una soluzione strategica anche per ridurre al minimo gli sprechi, grazie ai sensori e lo smistamento automatico dei rifiuti nelle fabbriche.

Responsabilità sociale, governance e compliance

AI e ML possono aiutare le aziende a identificare le potenziali preoccupazioni ed esigenze dei dipendenti e suggerire i modi in cui le aziende possono aumentarne benessere e soddisfazione.
I sistemi basati sull’AI possono aiutare i professionisti delle risorse umane a mantenere gli stipendi in linea con gli standard di settore e di mercato, garantendone la competitività, analizzando al contempo le performance per prendere decisioni informate su aumenti e bonus basati sul merito.

Quanto ai fattori di governance i sistemi avanzati di AI scansionano autonomamente i database normativi e gli annunci ufficiali alla ricerca di aggiornamenti o modifiche. Un aspetto che potrebbe essere ricondotto anche alla governance dei dati, per identificare le anomalie e garantire una protezione continua dei dati dei clienti. 

Attenzione a possibili rischi per la sicurezza informatica

Per garantire lo sviluppo e l’adozione sostenibile dell’AI nelle iniziative aziendali, è però necessario condurre regolarmente la valutazione dell’impatto sulla privacy, audit di sicurezza e pratiche di trasparenza per individuare eventuali rischi e vulnerabilità potenziali nella gestione dei dati.

È essenziale rispettare gli standard di settore nella fase di analisi della qualità dei modelli, oltre a garantire la disponibilità di metriche di qualità e mantenere il controllo sui dati e sui modelli sottostanti utilizzati per creare algoritmi di apprendimento automatico.

Italia, lavoro: panorama occupazionale attivo a maggio 

Il panorama occupazionale italiano si mostra attivo, con oltre 494 mila contratti di assunzione previsti a maggio e quasi 1,6 milioni per il trimestre maggio-luglio. Questi dati indicano un aumento della domanda di lavoro rispetto all’anno precedente, con un incremento di circa 27 mila unità a maggio 2023 (+5,8%) e di quasi 35 mila unità nel trimestre corrispondente (+2,2%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’industria prevede 136 mila nuove assunzioni

L’industria nel complesso prevede più di 136 mila nuove assunzioni nel mese e oltre 410 mila nel trimestre, con un aumento rispettivamente del 3,5% e del 2,4% rispetto all’anno precedente. Le imprese dei servizi sono alla ricerca di 357 mila lavoratori nel mese e circa 1,2 milioni nel trimestre, registrando incrementi del 6,7% e del 2,2% rispetto al 2023.

Oltre 140mila contratti stimati nel Sud e nelle Isole

Il Sud e le Isole emergono come l’area territoriale più dinamica, con circa 140 mila contratti attesi. Nel settore manifatturiero, si prevedono 85 mila assunzioni a maggio, che salgono a 262 mila nel trimestre. Le industrie della meccatronica, della metallurgia, dell’agroalimentare e della moda offrono le maggiori opportunità di lavoro. Per quanto riguarda le altre zone del Paese, il Nord Ovest mostra una buona vivacità con 7 mila nuove assunzioni previste, seguito dal Centro e dal Nord Est.

Costruzioni, turismo, commercio: moltissime le opportunità

Nel comparto delle costruzioni, sono previste 51 mila assunzioni nel mese e 148 mila nel trimestre. La domanda di lavoro nel turismo è significativa, con 119 mila opportunità lavorative offerte a maggio e 405 mila nel trimestre maggio-luglio. Anche il commercio presenta numerose opportunità, con 69 mila assunzioni previste nel mese e 220 mila nel trimestre.

Alto mismatch fra domanda e offerta

Tuttavia, persiste un alto mismatch tra domanda e offerta di lavoro, con il 48,2% dei profili professionali ricercati difficili da reperire a maggio, principalmente a causa della mancanza di candidati. Questo si traduce in circa 238 mila posizioni lavorative che rischiano di restare scoperte.

Tra i profili più difficili da reperire ci sono gli operai addetti a macchinari dell’industria tessile e delle confezioni, gli operai specializzati nel settore delle costruzioni e i fabbri ferrai. La domanda di lavoratori immigrati rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, rappresentando il 19,7% del totale delle assunzioni, concentrata soprattutto nei servizi operativi di supporto a imprese e persone, nei servizi di trasporto e nel settore della metallurgia.

Biologia versus ingegneria: chi vince fra animali e robot?

Nella robotica moderna, abbondano le macchine che imitano gli animali. Dai cani robot che sorvegliano gli stadi ai robot “esploratori”, una vasta gamma di doppelgänger meccanizzati popola già il nostro mondo. I progressi nell’intelligenza artificiale, nei materiali sintetici e nella stampa 3D hanno amplificato la capacità delle macchine nel muoversi e superare gli ostacoli, spesso nell’ambito della ricerca scientifica o per il pubblico.

Sfida tra animali e robot 

Nonostante i progressi tecnologici e gli ingenti investimenti nell’industria della robotica, le macchine meccaniche presentano (per ora) un ritardo se messe a confronto con gli animali veri. Questa constatazione ha guidato un nuovo studio, pubblicato su Science Robotics da un gruppo interdisciplinare di ricercatori. Analizzando cinque “sottosistemi” associati alla corsa, gli esperti hanno confrontato il comportamento degli animali con quello dei loro omologhi robotici.

La forza della natura 

Gli animali, “fatti” di tessuto biologico complesso (come ogni essere vivente), potrebbero sembrare inferiori alle macchine in termini di componenti individuali. Tuttavia, la loro vera forza risiede nella capacità di controllare in modo complesso e interconnesso i loro corpi, superando così la somma delle singole parti.

Differenze fondamentali fra animali e robot 

Sebbene i robot possano vantare componenti più forti e durevoli, gli animali sono superiori nell’integrare queste parti in un movimento fluido e adattabile. Anche se i robot possono accelerare rapidamente e compiere movimenti acrobatici, gli animali superano nettamente in fluidità e adattabilità.

“Noi possiamo correggere il modo in cui progettiamo i robot e imparare qualcosa in un robot e scaricarlo in ogni altro robot, mentre la biologia non ha questa possibilità”, ha sottolineato Sam Burden, professore associato presso il Dipartimento di ingegneria elettrica e informatica dell’Università di Washington. “Perciò, quando progettiamo i robot, possiamo muoverci molto più rapidamente di quanto non possiamo fare attraverso l’evoluzione, ma quest’ultima ha un enorme vantaggio”, ha aggiunto Burden.

I vantaggi della vera evoluzione della specie

Gli animali hanno dalla loro parte milioni o addirittura miliardi di anni di evoluzione. Una complessità che conferisce loro un vantaggio significativo rispetto alla robotica. Questo vantaggio temporale ha permesso agli animali di sviluppare resistenza, agilità e robustezza che i robot non possono ancora eguagliare.

Il futuro della robotica

I ricercatori sono ottimisti sul fatto che i robot potranno superare gli animali, ma sottolineano l’importanza di un uso più efficiente delle parti esistenti anziché concentrarsi solo sul miglioramento dei componenti individuali. Queste scoperte potrebbero guidare lo sviluppo futuro dei robot funzionanti, aprendo la strada a una nuova era di integrazione e adattabilità nelle macchine ispirate alla natura.

Metaverso, cala l’hype ma aumentano i progetti 

Nel 2023 l’offerta legata all’Extended Reality ha registrato importanti passi in avanti, seppure senza i riflettori accesi come nel 2022 dovuti al momento dell’hype per il Metaverso.
Oggi i big player, tra cui finalmente Apple, hanno sviluppato nuovi dispositivi e servizi per la nuova frontiera dell’interazione fisico-digitale.

A livello mondiale l’Osservatorio Extended Reality & Metaverse della School of Management del Politecnico di Milano, conta 130 mondi virtuali pubblici e 119 piattaforme per la realizzazione di ambienti privati (Metaverse-as-a-service-Platform), e i progetti sviluppati al loro interno dal 2018 a oggi sono 736, di cui 71 in Italia. Dove, tra Realtà Aumentata, Mista e Virtuale, dal 2020 a oggi si registrano 482 progetti, anche fuori dai mondi virtuali, di cui 108 nati nel 2023.

Aumentano i settori di applicazione

Nel B2c, i principali settori di applicazione sono Retail e Turismo, ma il maggiore fermento si registra nell’Education. Nel B2b, invece, il Manufatturiero.
Sia per il B2c sia per il B2b, nel 2023 si è ampliato il numero di settori che hanno iniziato a utilizzare queste tecnologie, ad esempio, PA, Sport, Trasporti.

Sono però ancora pochi gli italiani che le utilizzano frequentemente e con abitudine. Sebbene oltre il 50% degli internet user italiani dichiari di conoscere almeno un mondo virtuale (70% tra i più giovani), tale percentuale è legata essenzialmente ai mondi gaming (Fortnite, Minecraft, Roblox).
Inoltre, solo poco più di un utente su quattro è entrato all’interno almeno di un mondo virtuale nell’ultimo anno, e la gran parte ha frequentato un solo mondo.

L’uso dei visori è ancora limitato

Se la maggior parte degli accessi avviene principalmente da PC la diffusione dei visori è ancora limitata. A oggi, meno di 500mila italiani ne possiedono uno.
La barriera principale è il costo elevato, seguita dalla mancanza di servizi/applicazioni percepiti di valore. Più in generale, in Italia, un utente internet su quattro ha sperimentato nell’ultimo anno la Realtà Aumentata/Mista o Virtuale, ma oltre metà vorrebbe provarle.

Escludendo gli ambiti gaming e social, gli utilizzi principali sono stati la visualizzazione di prodotti in ambiente domestico, l’accesso a informazioni aggiuntive, la visita di showroom virtuali o la partecipazione a eventi e tour, con un’esperienza positiva per il 95% degli utenti.

Uno sviluppo facilitato da altre tecnologie

“Il Metaverso, o comunque si chiamerà, è ancora in fase di realizzazione e il suo sviluppo potrà essere facilitato dall’evoluzione di altre tecnologie – spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio -. Tra queste , la Blockchain, che favorirà l’interoperabilità tra i mondi virtuali, lo Spatial Computing, che faciliterà il riconoscimento nello spazio fisico degli oggetti virtuali e le interazioni degli utenti, l’AI, che renderà più efficienti i processi di creazione e personalizzazione di ambienti, personaggi e oggetti digitali, permettendo di utilizzare assistenti virtuali nei mondi attraverso avatar bot e ottimizzare i processi industriali, integrando strumenti di computer vision alla visualizzazione attraverso dispositivi di XR”.